Amandoti, ti odio

di Fedele Menale

Può esserci qualcosa di più intenso
di quel disprezzo che nasce da dentro
e che muovendo in fretta dal suo centro,
sconquassa forte tutto ciò a cui penso?

La razionalità marca il dissenso,
ed è così che nel mio senno rientro.
Ma più lui incalza, meno mi concentro;
patisco quello sforzo in ogni senso.  

“L’aridità del cuore non si arresta”,
così dicesti un giorno, amore mio. 
Non ti bastò ciò che ti diedi in pegno:

per te, e per te sola, il mio ritegno,
poiché versasti il buio in quell’addio.
Amandoti, ti odio in ciò che resta.  

 

44db6fc92b5fb2f805030862c866b1b1

Non resta che tacere

di Fedele Menale

Avverto, nel profondo, un po’ di angoscia
che tengo a bada, ormai, costantemente.
E pur vivendo in mezzo a tanta gente,
non faccio trasparir la parte inconscia.

E già ti chiederai perché io m’affanni,
senza degna ragione o un giusto peso.
Mio caro amico, no, non sono offeso:
è umano deprezzar gli altrui malanni.

Ritengo che la vita sia stupenda,
e affidi ad ogni attore la sua parte.
Ma a volte non comprendo questa arte
e lascio che il pensiero mio s’arrenda. Continua a leggere

In un sogno t’ho incontrato

di Marta Compagnone

In un sogno t’ho incontrato,
unica finestra
su un passato lontano e felice
all’ombra della tua quercia
prima di trasformarmi in un salice
piangente,
di rabbia e dolore,
orfana del tuo amore. 

In quello stesso sogno t’ho rivelato
quanto grande sia la mia malinconia,
alimentata dall’inguaribile nostalgia
del tuo viso,
del tuo sorriso,
della tua saggezza,
della tua leggerezza,
della tua voce,
calda nota dei bei momenti
di quella vita lontana e felice,
che poi mi ha resa un salice
piangente,
di rabbia e dolore,
orfana del tuo amore.  Continua a leggere

In guerra con la Nostalgia

di Fedele Menale

Mi resti sempre accanto, Nostalgia,
e tra di noi non so chi sia il più forte.
Queste battaglie son sempre più corte
e offeso, mi condanni all’agonia.

T’imploro di insegnarmi quella via,
per evitare il peso di una sorte
che porta, lento, il cuore alla sua morte,
e inaridisce gioie e fantasia.

Non mi rispondi e ancor più mi ferisci,
è lei che scegli per portarmi a fondo.
Avanti, mischia rabbia e debolezza;

scaglia quel bacio e dopo una carezza!
Appicca mille incendi nel mio mondo:
se non ho più il suo sguardo, vai, colpisci.

make_love_from_war_by_graffitiwatcher

Roma d’inverno vestita

di Marta Compagnone

Roma d’inverno vestita
quanto sei bella
tu m’hai rapita.
Percorro le strade del centro
e la tua magia m’entra dentro;
i raggi di un pallido sole
incorniciano la tua sontuosità;
mi siedo
respirando quell’eternità.
Accettando i tuoi difetti
ho imparato a godermi quei pregi
di cui ancora ti fregi,
nonostante gli sfregi
di chi ti ha usato come schermo
ad un reiterato malgoverno
che ti ha prostata,
piegata,
ma che non ti ha mai spezzata.
Ora che abbiam fatto la pace
l’amor mio per te s’è fatto tenace…
Di te mi sono innamorata
perché,
Roma mia,
tu mi hai cambiata.
Quando ero perduta
il cuore ferito t’ho mostrato…
Di te mi sono fidata e,
per questo,
mi hai ampiamente ripagata
diventando mia alleata.
E nonostante il tuo riscatto sia ancora lontano
qui lo scrivo,
qui lo affermo,
Roma
oggi
io
ti amo.

 

roma