Inter-esse

di

storia-di-una-ladra-di-libri03

In un altro articolo abbiamo visto come nelle parole della Morte prenda forma quello che chiamiamo un patto narrativo: un accordo tra il narratore e il lettore. Ci siamo, però, anche chiesti se realmente il lettore prenda parte a questo patto.

Ricordiamo che l’accordo si basa sulla condizione fondamentale dell’interesse, e che questo nasce soprattutto dalle capacità comunicative del narratore. Per far sì che un lettore non decida di troncare la lettura, il narratore deve disporre il racconto in modo da stuzzicarne continuamente l’interesse. Continua a leggere

Ridate le sigarette ad Hans

di Marialaura Di Nardo

Geoffrey-Rush-Smoking-Winston-CigarettesLa Storia di una ladra di libri conquista la sua popolarità presso il grande pubblico grazie alla macchina da presa di Brian Percival: Liesel Meminger diventa così, per tutti, quella bambina dai riccioli biondi che, stringendo forte tra le mani il suo libro, ci guarda dritti negli occhi per chiederci ascolto.

Ma, ben prima della sua consacrazione nelle sale cinematografiche, alla ladra, o meglio alla Morte che ne racconta le vicende, viene data voce tra le pagine del romanzo di Markus Zusak. The book thief esce, infatti, nel 2005 e, nel 2009, è edito per la casa editrice Frassinelli col titolo, piuttosto fedele all’originale, La bambina che salvava i libri, salvo poi essere riproposto ai lettori, nell’edizione del 2014, con il titolo preso in prestito dal film, a riprova di quanto tra le due “arti sorelle” – la letteratura e il cinema – la minore sia decisamente la più attrattiva. Continua a leggere

La Storia nella storia

di

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Storia di una ladra di libri può essere considerato un romanzo storico, cioè una narrazione ambientata in un preciso periodo del passato, definito e rappresentato con attenzione. Quanto raccontato è, infatti, ambientato nella prima metà del Novecento, e precisamente nella Germania nazista.

Un romanzo storico comporta l’intreccio di due narrazioni diverse, quelle che noi abbiamo indicato nel titolo con la stessa parola, con l’unico discrimine della maiuscola: Storia e storia.

Con la prima indichiamo la grande storia, quella serie di macro-eventi che caratterizzano e stigmatizzano un periodo, mentre con la seconda parola indichiamo la storia dei singoli personaggi.

Abbiamo quindi la Storia della Germania nazista, e quella porzione di vita di Liesel che la narratrice ci mostra, le quali procedono insieme, ma non parallelamente bensì inglobandosi. Continua a leggere