Quello che non uccide come specchio della nostra società.

di Francesca Maria Miraglia

Quello che non uccide è un romanzo giallo-noir di recente pubblicazione presso Marsilio editore. La sua genesi è particolare, poiché si distacca quasi completamente dai primi tre episodi della saga Millennium, ideata dallo scrittore e giornalista svedese Stieg Larsson che, a causa purtroppo della morte prematura, non ha potuto dare continuità al progetto iniziale.

Il testimone è stato dunque affidato allo scrittore David Lagercrantz, che ha cercato di ricalcare fedelmente il solco di un’ottima precedente trilogia, pur dando vita ad un episodio a parte. La trama si presenta in modo del tutto insolito, figlia del caos e delle descrizioni fin troppo dense di particolari, a loro modo responsabili di un forte senso di disorientamento nei confronti del lettore man mano che la narrazione incalza; l’intreccio narrativo presenta inoltre personaggi “sospesi” nella loro dimensione e nella loro amenità, incapaci nel reperire Continua a leggere

La molesta onniscienza e il mestiere di scrivere:

AUTORE, NARRATORE E PERSONAGGI IN Quello che non uccide DI DAVID LAGERCRANTZ

di Concetta Maria Pagliuca

Cervellotico. Aggettivo che calza a pennello sull’ultimo libro della serie Millennium, Quello che non uccide. Sconsigliata la lettura in mezzi pubblici o nei momenti quotidiani di relax, non tanto perché il testo veicoli significati estremamente profondi e invogli perciò alla riflessione, ma a causa dell’accumulo di nomi di personaggi, anche non funzionali alla trama e di tecnicismi matematici e informatici. Si ha come l’impressione che il narratore abbia l’insopprimibile necessità di dire tutto e si compiaccia della sua onniscienza. Il lettore, dal canto suo, può solo scegliere se annotare di volta in volta i rapporti interpersonali e lavorativi in cui si imbatte, per poi ricostruirne un quadro unitario, o lasciar scorrere la lettura, sperando che le informazioni superflue scivolino via da sé. Forse è proprio l’eccesso di informazione a rallentare l’azione, impedendo quasi del tutto i colpi di scena che ci si aspetta dal genere. Continua a leggere