Gli uomini della Piramide

di Ilaria Licciardi

«Dottori, me la spiega ’na cosa?».
«Dimmi».
«Pirchì ’n taliàno ’u sangu addiventa sangue e ’u fangu inveci arresta fango?».

Così Camilleri pone sulla bocca dell’ignaro Catarella uno dei termini-chiave per la lettura del suo ultimo romanzo La piramide di fango.

«Forsi, arriflittì Montalbano, quello era il simbolo della situazioni nella quali s’attrovava il paìsi ‘ntero.».

Siamo appena nell’ambito della sesta pagina e già ci sentiamo totalmente immersi in una giornata umida e piovosa, durante la quale il mondo sembra essersi sciolto in pozze di fango che impediscono il passo e impastano tutto quello con cui entrano in contatto; in questo caso si tratta proprio dell’auto di Catarella, l’agente sbadato e sempliciotto che ci viene così emblematicamente presentato durante una vana lotta mattutina contro i disagi creati dalla «situazioni miterioallogica». Continua a leggere

Montalbano sono!

di Fedele Menale

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«Montalbano sono»… Chi non ha mai sentito pronunciare questa famosa espressione, alzi la mano! E se per caso si avesse la facoltà di contarle, se ne vedrebbero davvero molto poche. Sì, perché ormai queste due semplici parole, rappresentano tratto e sintesi di un immaginario collettivo molto più ampio e articolato di quanto possa sembrare, prerogativa non solo del lettore abituale di Camilleri (che conosce il gioco delle parti e vi prende posto divertito e affascinato) ma finanche dell’italiano comune, che si riconosce in un personaggio divenuto, col tempo, espressione concreta e verace di quell’italianità a cui nessuno può e deve (per fortuna) rinunciare. Continua a leggere

Sulle spalle di Montalbano

di

Chi, leggendo La piramide di fango, si fosse imbattuto per la prima volta nel personaggio di Montalbano, potrebbe pensare che il commissario non sia una figura molto perspicacie, o almeno non molto attenta.

sulle spalle di MontalbanoIn effetti il commissario è sempre all’oscuro di tutto. In qualsiasi evento o personaggio si imbatta deve sempre chiedere spiegazioni e farsi raccontare il perché e il per come, quasi fosse l’ultimo a sapere le cose.

Così è per le vicende che riguardano la costruzione della condotta idrica, per la storia pubblica delle varie società di costruzioni come l’Albachiara (vedere pag. 29), per il personaggio di Rosales (pag. 135), e ugualmente anche per altri, numerosi, elementi dell’indagine.

A noi adesso starebbe chiedersi perché Camilleri si ingegni affinché il suo personaggio sia all’oscuro di tutto. Continua a leggere