Monique non deve morire!

di Martino Santillo

Boris Tomaševskij è stato un filologo e critico letterario russo, vissuto nella prima metà del XX secolo. Fece parte del contesto culturale della scuola critica che è nota come formalismo russo. Molte categorie della critica letteraria si rifanno alla scuola russa, e qui vedremo in particolare i motivi. Tomaševskij, nel fare critica letteraria con rigore e attenzione scientifici, ritenne che ogni racconto possa essere scomposto in una serie di unità minime chiamate appunto motivi.

Томашевский,_Борис_Викторович

Boris Tomaševskij

Nella teoria di Tomaševskij i motivi sono delle frasi, ma anche periodi o delle sequenze più o meno stereotipate, che hanno la funzione di strutturare la narrazione. Si tratta di sezioni minime della storia, con cui un narratore compone il suo racconto attraverso le varie sequenze. I motivi non sono tutti uguali e in base alla loro funzione hanno importanza differente. Continua a leggere

Jacques non è lavanda

di

cropped-sentiero-dei-profumi-copertina-fb.jpgIl sentiero dei profumi è il romanzo d’esordio di Cristina Caboni, pubblicato da Garzanti. Il romanzo ha, da subito, occupato il podio delle vendite. È stato presentato dalla casa editrice come un caso letterario.

La trama non è complicata e si può leggere sul sito dedicato al libro. Si tratta di una storia lineare, con una struttura classica composta da esordio, svolgimento e conclusione. Nell’esordio abbiamo una situazione conflittuale, che trova il suo equilibrio con lo sviluppo della trama, in cui seguiamo il processo di crescita, interiore e non solo, della protagonista. Nel finale poi si assiste al momento di… (no spoiler).

Questa piccola storia ci permette di fare alcune riflessioni su come rendere interessante una narrazione. A fronte di una vicenda comune ci sono, infatti, alcuni pregi che rendono il racconto apprezzabile. Continua a leggere

Profumo di donna

di Fedele Menale

Un vecchio adagio recita: “Chi dice donna, dice danno”. Tuttavia, al di là del gioco di parole, che molte volte risulta efficace e veritiero, nel caso specifico del romanzo in cima alle classifiche italiane di questo mese, è facile notare una preminente declinazione di quel proverbio nel suo esatto contrario o, se vogliamo, nel naturale opposto: “chi dice uomo, non dice niente di buono”.

roeeeeSì, perché ne Il sentiero dei profumi, di Cristina Caboni, oltre ai gradevoli e ben congegnati richiami visivi, e in particolar modo, olfattivi, c’è anche questo. Un’essenza femminista, che spesso si riversa in quella totalmente anti-maschile, scandita da efficaci esempi che si susseguono a ritmo incalzante lungo il fluire non sempre molto scorrevole delle pagine. Continua a leggere