L’uomo dietro la macchina – Attraverso la mitraglia di Armand Guerra [Edizioni Spartaco]

di Martino Santillo

Titolo: Attraverso la mitraglia
Autore: Armand Guerra
Editore: edizionispartaco
Anno: 2016
Potete acquistarlo qui su Amazon

Non ricordo dove ma lessi, un po’ di tempo fa, che in ogni romanzo che si rispetti deve esserci un viaggio e che ogni grande racconto è un racconto di viaggio. Beh questo non è propriamente un romanzo, ma è un diario di viaggio e in questo caso attraverso un capitolo di Storia con la S maiuscola.
Parliamo oggi di Attraverso la mitraglia pubblicato dalla casa editrice Spartaco e si tratta del diario di viaggio di Armand Guerra. Un regista spagnolo che ha lavorato tra Parigi e Berlino, che ha vissuto nella prima metà del Novecento e viene considerato oggi come un pioniere del realismo.

Durante la Guerra civile spagnola, Armand lavora per il Comitato nazionale del lavoro e gli viene commissionato un reportage sui fronti antifascisti.
Non ho intenzione di parlare della Guerra civile spagnola, non è l’oggetto di questo video e tutto sommato alla fine del libro ciò che ci resta non è tanto l’orizzonte storico, che è fondamentale certo, ma ciò che colpisce più di tutto è propriamente il lato umano di Armand. Non per nulla il testo si apre con una lettera della figlia. Le riprese di Armand, fatte tra il 1936 e il 1937, purtroppo sono andate perdute e lui è morto due anni dopo, sua figlia era una bambina e solo nel 1992, 53 anni dopo, riceve questo diario. Dopo averlo letto scrive di aver finalmente conosciuto il padre, proprio perché emergono nei suoi appunti di viaggio moltissimi lati del suo carattere.

Certo all’inizio la sua scrittura fortemente retorica potrebbe infastidire, il suo linguaggio è sempre eroico e sopra le righe. La lotta assume nelle sue parole un ché di profetico e di universale. Non siamo più abituati a scritture di questo stile, anche se è pienamente comprenobile se consideriamo il periodo, è la guerra di Orwell, di Hemingway, de i fratelli Rosselli che combattevano contro le truppe fasciste al motto Oggi in Spagna, domani in Italia ed effettivamente la Spagna è stata il banco di prova del secondo conflitto mondiale. Ma via via che si procede con la lettura il tono di Armand si fà più dismesso, Armand si abbandona a riflessioni intime, e se in alcuni passaggi l’immagine dell’operaio soldato diventa un simbolo astratto e salvifico in altri casi ci sono delle critiche lucidissime alla guerra, a come questa pesi sulla coscienza popolare, al ruolo che in quel conflotto hanno avuto le forze del cosiddetto mondo civilizzato.

«E il mondo civilizzato che ne pensa? Ma, prima di tutto, cosa intendiamo per civiltà?».

Ma ripeto, alla fine del testo ciò che ci resta è l’Armand più umano e sincero. Questo viaggio non è fatto in solitaria ma con una troupe di sei persone. Ci si ricorderà sicuramente dell’aiuto regista Martin e delle sue improbabili battute e dei giochi di parole che fanno sempre infuriare il resto del gruppo, e ci si ricorderà di Cotiello, il delegato sindacale affetto da una tosse incurabile che fa da sottofondo sempre. Proprio nei passaggi in cui Armand vive momenti difficili è sul sostegno dei colleghi che riesce ad andare avanti, il viaggio è un continuo supportarsi a vicenda e mentre tutto intorno il mondo sembra crollare sotto i colpi di una grerra civile che mette fratello contro fratello e figlio contro padre, in questi appunti di Armand si riscopre un’umanità fatta di fratellanza e calore umano.

Sono così molti dei suoi personaggi, come ad esempio El Campesino che sembra uscito da un romanzo eppure è un grande protagonista della storia della resistenza spagnola. L’umanità di Armand e il suo lato più intimo si mostrano anche quando torna a Madrid di notte per vedere la sua bambina che dorme e soprattutto quando, verso la fine, riflette sulla paura di Martin che rifiuta di accompagnarlo in una zona di guerra. Il suo senso del dovere e la sua passione fanno sì che ci si aspetterebbe un rimprovero nei confronti del suo aiuto regista e invece la comprensione e l’amicizia vincono, i motti di guerra e le riflessioni sull’animo impavido degli operai pronti a morire per la lotta al fascismo lasciano spazio a riflessioni che scandagliano l’animo umano. Contemperaneamente si mette in mostra il suo spirito di sacrificio e il suo coraggio. L’uomo che si delinea davanti a noi, fronte dopo fronte, ripresa dopo ripresa è un uomo dalle idee forti e dal forte amore per l’uguaglianza, pronto a sparare ma contemporaneamente a riflettere sulle atrocità della guerra.

Inoltre, e per concludere, il testo di Armand è interessante per altri due motivi. Il primo è anche il più ovvio si tratta di un documento eccezionale per comprendere cosa sia stata la Guerra civile spagnola, e come sia stata vissuta almeno da uno dei fronti. Molti degli eventi principali degli anni ’36 e ’37 sono riportati da Armand come per esempio l’assedio all’alcazar di Toledo. L’atro aspetto molto importante è che essendo Armand un regista, lui guardi il mondo cercando sempre la visuale migliore, dunque sono molti i passaggi in cui descrive paesaggi e fondali in maniera eccezionale quasi stia componendo i piani di una fotografia.

«Il nome di questo villaggio, antichissimo e desolato, è davvero appropriato. Con il suo modesto campanile e la chiesetta, somiglia a una vecchia badia. I tetti delle case sono stati distrutti dalla mitraglia nemica. A completare quell’impressione desolante, la pioggia cade di continuo, trasformando la strada e la via principale in un ruscello melmoso».

In altri passaggi poi riporta indicazioni sulle attrezzature, cineprese, obiettivi, tempi luce e quant’altro: sono notazioni di mestiere che raccontano e arricchiscono il viaggio.

«L’obiettivo a focale corta ci darebbe una visuale integrale dell’inferno di Zocodover. Ma ho il diritto di rischiare la vita dei miei due compagni, l’operatore e il fotografo?»

Ma alla fine del viaggio ciò che resta è il legame umano che si è intrecciato con gli amici che tra pallottole fango sangue paura sono diventati dei fratelli a cui Armand alla fine promette di un futuro incontro fatto di allegria e ricordo, mentre il presente li vede divisi e impieganati in altri fronti della svenutaurata Spagna come la definisce lui.

Invitandovi a fare un viaggetto in Spagna con noi e Armand, come sempre State Lettori.

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