Vasco Rossi: Sally – Legenda d’Autore

di Francesca Maria Miraglia

Amici della musica di LL, bentornati su Legenda d’Autore! Oggi voglio parlarvi di un importante successo italiano degli anni ’90, che in parte ha segnato la già brillante carriera di colui che è conosciuto come il ‘rocker di Zocca’, il ‘Komandante’, o più comunemente come il ‘Blasco’ nazionale: sto ovviamente riferendomi all’inimitabile Vasco Rossi, ancora oggi tra i più importanti rockers italiani e internazionali. La canzone a cui faccio riferimento è la straordinaria Sally.

image55-384x264Pubblicata inizialmente come singolo, tratta dall’album Nessun pericolo… per te del 1996, Sally è stata oggetto di interpretazione da parte di più artisti, in particolare Fiorella Mannoia, che ha inserito la medesima canzone nell’album Certe piccole voci, datato 1999. La genesi della canzone è molto particolare e non è un caso che su di essa girino molte ipotesi: la prima emerge da una intervista, nella quale il cantautore afferma di aver trascorso le vacanze a Saint – Tropez e di essere stato in compagnia di un amico durante una serata in discoteca, trascorsa tra tante ragazze giovani e spensierate.

La seconda ipotesi, invece, è più concreta: il giorno seguente alla serata in discoteca, Rossi è ospite in uno yacht di un suo amico e, proprio qui, nota una donna che si allontana solitaria, forse in preda ad una malinconia amorosa. Un attimo dopo il rocker impugna la chitarra e scrive Sally di getto, riflettendo sulla vita di una donna che in una determinata fase della sua esistenza non si lascia più trasportare dallo stupore e dalle emozioni, stanca e quasi delusa da ciò che la circonda.

Una terza ipotesi afferma che la canzone non sia altro che il riflesso dello stesso Vasco Rossi, che guarda al suo passato e che rivolge le sue attenzioni agli inizi della carriera, mentre un’ultima ipotesi (molto meno probabile) sostiene che la canzone parli di una ragazza condotta sulla cattiva strada, abbandonata a se stessa e con l’unica speranza di sopravvivenza affidata all’abuso di sostanze stupefacenti.

Iniziamo ora ad analizzare il testo:

Sally cammina per la strada senza nemmeno guardare per terra
Sally è una donna che non ha più voglia di fare la guerra
Sally ha patito troppo,
Sally ha già visto che cosa ti può crollare addosso!
Sally è già stata punita
Per ogni sua distrazione o debolezza
Per ogni candida carezza
Data per non sentire l’amarezza!

Emerge dalla prima strofa l’immagine di una donna in sovrappensiero: il suo sguardo è perso nel vuoto, chissà quali pensieri attraversano la sua testa. Forse, potrebbe pensare alle sconfitte, ai momenti insidiosi che ha dovuto affrontare nella vita, a tal punto che vuole smettere di combattere, di scatenare le sue piccole-grandi guerre, proprio perché le sofferenze sono talmente tante che la portano ad un punto di non ritorno. Non è facile poter consolare una donna che ha vissuto tante difficoltà e amarezze.

La seconda strofa cambia totalmente atmosfera:

Senti che fuori piove
Senti che bel rumore.
Sally cammina per la strada sicura
Senza pensare a niente
Ormai guarda la gente con aria indifferente.
Sono lontani quei momenti
Quando uno sguardo provocava turbamenti
Quando la vita era più felice
E si potevano mangiare anche le fragole
Perché la vita è un brivido che vola via
È tutto un equilibrio sopra la follia
Sopra la follia!

Sally non riesce a vivere la propria vita con intensità. Nelle persone non riesce più a trarre un aspetto, una sensazione o una emozione positiva. E volge lo sguardo all’indietro, viaggiando tra i ricordi, pensando e ripensando a quei momenti che sembravano insormontabili ma che poi sono stati superati grazie alla forza d’animo. La conclusione a cui giunge, non è poi così malvagia: la vita, nonostante dia qualche dispiacere, riesce anche a donare momenti incredibili e unici. Per questo bisogna viverla in tutto per tutto, con la bellezza dei suoi pro e dei suoi contro, accettandola nella sua totalità.

La terza strofa è collegata ad’un analisi più profonda dello stato delle cose:

Senti che fuori piove, senti che bel rumore.
Ma forse Sally è proprio questo il senso, il senso del tuo vagare
Forse davvero ci si deve sentire alla fine un po’ male!
Forse alla fine di questa triste storia qualcuno troverà il coraggio
Per affrontare i sensi di colpa e cancellarli da questo viaggio
Per vivere davvero ogni momento con ogni suo turbamento e come se fosse l’ultimo!

Sally, cullata da un paesaggio malinconico, passa in rassegna gli errori e i momenti ‘no’ che hanno costellato la sua vita: nel compiere questo suo profondo esame di coscienza, comprende che proprio da un momento arduo si riemerge, solo se lo si vuole e se si cerca in se stessi la forza per farlo.

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L’ultima strofa si presenta appunto come una sorta di auto-incitamento:

Sally cammina per la strada leggera
Ormai è sera
Si accendono le luci dei lampioni
Tutta la gente corre a casa davanti alle televisioni.
Ed un pensiero le passa per la testa
Forse la vita non è stata tutta persa
Forse qualcosa si è salvato
Forse davvero non è stato tutto sbagliato
Forse era giusto così!
Eh forse, ma forse, ma sì!
Cosa vuoi che ti dica
Senti che bel rumore.

Sul far della sera Sally sembra essersi in parte liberata dagli affanni: la ragazza pensa che tutto non sia ancora perso, che nonostante gli errori segnino e incidano profondamente sulla vita, arrendersi non è mai la soluzione. Non è giusto considerare le proprie scelte sempre e solo come errori; anzi, è quello il vero errore. In ogni circostanza, deve essere sempre alimentata la speranza, con la consapevolezza che è sempre possibile migliorare se stessi, nel tentativo di evitare le buche delle tante, troppe, cattive strade che la vita ci riserva.

Si chiude qui questo numero di Legenda d’Autore!

Alla prossima canzone e #StateLettori!

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