La fontana della vergine – Legenda Cinematografica

di Giuseppe Cangiano

kinopoisk.ruCari amici di Legenda Cinematografica, bentornati! La fontana della vergine di Ingmar Bergman è certamente un altro pezzo da novanta dell’intero repertorio di un regista che ha dettato le regole di un determinato tipo di Cinema. Questo del 1960 è un lungometraggio in cui confluiscono una marea di tematiche e di isotopie fondamentali del regista; oltre ogni veduta drammatica e psicologicamente tenebrosa è in atto, comunque, un gioco mistico che fa capo alle cose della Cristianità, fra sofferenze e ascese spirituali. La profonda meditazione sull’animo umano che trascende il corpo, in un balletto sospeso tra violenza e morte rappresenta, già tre anni prima, nel 1957, l’indiscusso leitmotiv di un film consacrato rapidamente agli altari, Il settimo sigillo, titolo di grandissima caratura della stessa regia. Con La fontana della vergine in fondo qualcosa cambia: probabilmente la patina drammatica si inspessisce, divenendo ancora più ponderosa e, in un certo qual modo, definitiva, nella dialettica cinematografica di Bergman. La fatica del regista svedese del 1960 parte da una storia alquanto lineare e, paradossalmente, è appunto questa la forza del film: la semplicità crudele dell’intreccio narrativo ammalia particolarmente i registi post Bergman e moltissime sono le produzioni che prendono appunto le mosse da La fontana della vergine. Su tutti, secondo il nostro dovere critico, segnaliamo ad alta voce L’ultimo treno della notte (di cui abbiamo già parlato in questa rubrica), gemma agghiacciante del 1974 firmata da un noto regista italiano, Aldo Lado. Appurata la nudità della trama, il film si destreggia in modo magistrale, proponendo un lavoro tecnico di una grossa portata, che introduce pienamente lo spettatore in una forte atmosfera medievale; permeate di un realismo ambientale unico e sublime sono poi le sequenze dei banchetti, nelle quali le scenografie ridotte (altra prerogativa di Bergman) offrono uno spaccato di antico sapore, inducendo in colui che assiste, in modo pressoché geniale, un forte senso di fame e di voracità viscerale. A livello registico si raggiungono livelli che non possono non fungere da insegnamento artistico, al di là dell’accezione manualistica. La fontana della vergine non poteva essere migliore, non poteva offrire altro: arrivati ai titoli di coda quella parabola amara e distruttiva, fatalmente incastrata tra religione e materialismo, si completa del tutto, inesorabilmente.

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Un fotogramma del film

Nella scacchiera mortale che prende vita le vittime sono i fanciulli, schiacciati da una società violenta, priva di ogni canone religioso positivo, totalmente mancante di quell’umanità essenziale nel rapporto tra individui. Significative, ovviamente, le sequenze finali, abbellite da qualche sana stilla di retorica e da immagini simbolo, che offrono una chiave di lettura abbastanza scolastica ma comunque essenziale. La fontana revocata dal titolo è, effettivamente, paradigma della (ri)nascita, di un nuovo corso atteso e sperato, il cui ottenimento passa, tragicamente, attraverso il sacrificio che genera testimoni ovvero quel martirio cristianamente inteso.

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5 pensieri su “La fontana della vergine – Legenda Cinematografica

      • Se vi va, poi fatemi sapere come l’avete trovato. Se invece non dovessi più sentirvi, per me avervelo fatto scoprire è già una grande soddisfazione. Grazie a voi per la risposta, e buon fine settimana! 🙂

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      • Gentile wwayne,
        abbiamo visionato con attenzione il tuo articolo e, ringraziandoti ancora per averci indicato il riferimento, ti comunichiamo che l’abbiamo trovato di grande interesse, così come la struttura del tuo blog in generale. Da qualche anno anche noi di Legenda Letteraria (ora un po’ meno) nella nostra sezione Cinematografica ci siamo dedicati a lungometraggi per così dire di nicchia, appunto per poterli far conoscere ad un pubblico più ampio attraverso una trattazione più o meno dettagliata.
        Per quanto riguarda l’aspetto squisitamente “mainstream”, invece, grazie anche per averci dato dei riferimenti sull’ultimo lavoro di Mel Gibson, La battaglia di Hacksaw Ridge, film che ci affascina e che certamente recupereremo presto!
        Continueremo a seguirti e spero che tu possa fare lo stesso! #StaiLettore! 😉

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