Inside out – Legenda Cinematografica

di Giuseppe Cangiano

inside-out-posterCari amici amanti del Cinema, rieccoci su Legenda Letteraria! Secondo alcune correnti critico-filosofiche cinematografiche, tutto ciò che è animazione non è Cinema. Su questo assunto di base si potrebbe discutere davvero tanto, anche perché tale considerazione potrebbe, a più riprese, risultare sterile e senza solide basi. In più, se si tiene conto della visione di uno dei più recenti lungometraggi d’animazione, Inside out (Disney/Pixar 2015), di cui parlamo oggi, sarà alquanto facile vedere sbriciolare in un baleno tutte quelle perplessità di fondo e assistere al più madornale crollo delle certezze a riscontro della (presunta) tesi critica di cui sopra.

Si tratta infatti di un lavoro di animazione di grossa impronta psicologica: difficilmente un ‘cartone animato’ ha una portata del genere e ciò è confermato anche dal fatto che questo prodotto possa risultare godibile a tutte le variegate tipologie di pubblico.
A salire istantaneamente in cattedra con Inside out è quella scorza di profondità che la pellicola possiede, in un gioco di introspezioni molto fine e acuto. La psicologia entra in scena con una leggerezza e un’altrettanta brillantezza più uniche che rare. Prende dunque forma un disegno intelligente che si dirama su vari binari.

Innanzitutto, quello della regia di Pete Docter e Ronnie del Carmen, è un involucro appetitoso di immagini e personaggi accattivanti; inoltre, per mezzo delle ultime tecnologie filmiche, Inside out risulta essere per gli occhi un esercizio assai gradevole. Ma parlare prettamente del lato tecnico, a nostro avviso, è cosa ben riduttiva, anche perché questa produzione presenta davvero tanto altro da offrire.

La riflessione stimolata nello spettatore, dopo la comparsa dei titoli di coda, è davvero di grande caratura, poiché collegata alla ‘semplicità’ della resa scenica che contraddistingue la tipologia del film d’animazione, compatta e decisamente comprensibile. Far trasparire la complessità del messaggio attraverso l’immediatezza del mezzo: qui è presente tutta la grandezza di Inside out. Eccetto qualche parte un po’ morta, il lavoro americano non delude e non mostra passaggi criticabili. Il tutto gira in modo quasi perfetto, fra gioie e drammi.

inside-out

Un fotogramma del film

La nostra sensazione è che questo grande lungometraggio sarebbe stato ancor più memorabile se fosse stato affidato al realismo di personaggi in carne ed ossa. Sarebbe stata una grande macchinazione di metafisica. Però, arrivati a questo punto, entreremmo nella pura congettura filosofica, da cui siamo partiti e a cui non vogliamo assolutamente giungere. Questa è critica, non fantasia. Dunque ci fermiamo qui e applaudiamo fragorosamente questo consigliatissimo capolavoro d’animazione.

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