Cuore satellite…

di Marta Compagnone

cuore-satelliteLa scrittura di Pierpaolo Mandetta, autore del romanzo Cuore Satellite (Youcanprint Self-Publishing, 2015), non sembra quella di un esordiente. Chi si approccia alla sua lettura ha come la sensazione di trovarsi di fronte ad uno scrittore già maturo, non solo per la notevole capacità di “caratterizzazione” topografica e antropica che denota una profonda conoscenza dei luoghi d’appartenenza ma anche per la sua sottile tecnica narrativa, utilizzata nel fissare i “tipi” e i tratti dell’animo umani. Nonostante la giovane età, l’autore mostra una notevole padronanza della materia scrittoria, in particolar modo in relazione alla sapiente costruzione della trama che funziona sotto un duplice livello: l’andamento narrativo riesce a coinvolgere e ad appassionare il lettore che può, dunque, sia comprendere la scelta e il significato del titolo sia immedesimarsi, sotto il profilo emozionale, nel protagonista Paolo, con il quale scatta subito empatia. 

Proprio come un satellite, che gravita intorno ad un pianeta più grande, il cuore di Paolo subisce il potere attrattivo di una forza immensa e dal potere vivificatore, l’Amore, da cui, tuttavia, non riesce a farsi assorbire interamente. Il giovane ventisettenne cilentano, in apparenza, ha tutto quello che potrebbe renderlo felice: un lavoro che ama e che porta avanti con dedizione, la presenza della sua famiglia, di parenti, amici e di un compagno devoto e innamorato, con il quale convive nella sua terra, dagli inconfondibili colori, sapori e odori tipici del Sud. Gli elementi di un idillio sembrano esserci tutti; eppure in questa cornice idilliaca c’è qualcosa, o meglio qualcuno, che manca: Paolo. Egli, infatti, sebbene abbia la consapevolezza di essere amato, non riesce a vincere il profondo senso di solitudine che lo attanaglia e la cui matrice risiede nella sua infanzia, come svelano al lettore le apparizioni del Paolo bambino accanto al Paolo adulto, una sorta di invito del proprio inconscio a ricongiungersi con quella dimensione fanciullesca che ad un certo punto è stata interrotta. La presenza del Paolo bambino è la chiave di volta in grado di consentire al protagonista di superare la sua solitudine emotiva restituendogli, dunque, la possibilità di ritrovare quel “fanciullino” di pascoliana memoria che da qualche parte ancora si cela in lui.

Appunto in nome di questa sua ricerca, Paolo inizia un viaggio nient’affatto lineare. Un viaggio articolato e difficile nel suo passato che lo porta a fare i conti con dolorosi ricordi, ma necessario per riappropriarsi della sua identità sentimentale e per fronteggiare “quel mostro”, più reale di una mera fantasia, che ha compromesso la sua facoltà di donarsi completamente all’amore. La ricerca nelle intime strutture della sua personalità è incentivata dall’apparizione delle donne di famiglia, riferimenti fidati e sicuri, che devono impedire che si realizzi anche per Paolo la “maledizione”, che sembra non abbia risparmiato nessuno dei suoi parenti di parte maschile, i quali ad un certo punto hanno perso la loro capacità di amare. Ammonendolo sui rischi che il suo atteggiamento di chiusura e di incapacità di affidarsi all’altro potrebbero comportargli, esplicano, dunque, la funzione di viva coscienza lucida e razionale e vincono le sue residue resistenze, obbligandolo all’azione.

pierpaolo

Pierpaolo Mandetta, autore del romanzo

È, senza ombra di dubbio, l’amore il fil rouge del romanzo di Mandetta, tema che l’autore riesce a trattare con piglio umoristico e profondo allo stesso tempo: irresistibili sono le riflessioni del protagonista che accompagnano lo svolgimento dei fatti narrati e che investono da vicino il modus vivendi di un giovane omosessuale del Sud che, quotidianamente, deve fare i conti con una sporta di pregiudizi tali da stare veramente stretti a chi come lui aspira a viversi con libertà ‒ senza tutte quelle etichette che costipino la sua umanità ‒ i suoi valori, i suoi desideri, insomma la sua persona. Per cui l’ironia che permea le pagine del romanzo non si configura solo come un mero strumento retorico che rende piacevole e cadenzato il procedere della narrazione ma diventa anche il modo attraverso il quale lo scrittore smuove nel lettore considerazioni relative alla società e ai tempi attuali nonché alle numerose contraddizioni che propongono, assolvendo ad una delle funzioni cardine della letteratura, che con gli espedienti che le sono propri deve e può stimolare osservazioni con le quali poter ampliare quelle fin troppo semplicistiche e sensazionalistiche, propinate sempre più spesso dai vari canali di informazione.

Cuore satellite ha perciò il merito di strizzare l’occhio ad un tema molto attuale, affrontando con profonda leggerezza la condizione di chi è diverso e delle sue lotte contro il dolore e la paura di non sentirsi pienamente riconosciuto, senza farne solo una questione di diritti ma in primis di individualità. Al di là del riconoscimento e del rispetto della diversità di qualunque natura essa sia, dal romanzo di Mandetta sembra emergere un messaggio di caratura universale: la capacità di amare è ciò che rende tutti uguali gli uomini tutti diversi.

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