Fiorella Mannoia: Quello che le donne non dicono – Legenda d’Autore

di Francesca Maria Miraglia

donneCari amanti della musica di Legenda Letteraria, è con un pizzico di entusiasmo che oggi vi presento una cantautrice straordinaria, che nel corso della sua lunga e decennale carriera non solo ha composto pezzi splendidi, collaborando poi con tantissimi artisti, ma che è stata anche molto attiva nel sociale: si tratta di Fiorella Mannoia, classe 1954. Questa cantante ha partecipato al Festival di Sanremo nell’anno 1987 con la canzone Quello che le donne non dicono, scritta per lei da Enrico Ruggeri, con la quale si è aggiudicata il Premio della Critica (non ancora titolato a Mia Martini, visto che tale cambiamento perverrà solo a partire dal 1996).

Concepito inizialmente come singolo puro, Quello che le donne non dicono è stato successivamente inserito nell’album Canzoni per parlare, pubblicato nel 1988.

Nel corso del tempo il testo originale ha subito qualche modifica: nella fattispecie, in relazione al verso ‘e se ci confondiamo un po’‘ (presente nel testo definitivo), l’autrice ha rilasciato alcune interviste nelle quali ha provato a spiegare il suo punto di vista e le motivazioni del cambiamento:

Perché in quella frase ci vedo una ammissione di debolezza che non trovo appropriata. Sicuramente a volte saremo confuse, a tutti gli esseri umani capita, ma ci leggo come un’ammissione di una sorta di inferiorità; è come se dicessimo: “Scusate se ci siamo ribellate, ma è perché non riusciamo a comunicare più con voi” e il mio orgoglio si è ribellato. Ma, ripeto, è una sola.

Circolano poi voci a riguardo di alcune altre presunte strofe (mai verificate ufficialmente del tutto), che avrebbero dovuto essere presenti nella canzone e che invece non si riscontrano. Ecco un esempio: ‘Siamo così / anche quando non parliamo / quando ci nascondiamo o camminiamo / ma potrai trovarci ancora qui / con i nostri sentimenti e i condizionamenti / non ci senti / stiamo per gridare un altro sì’.

Chissà quali saranno state le motivazioni per l’eliminazione di questi versi (seppur presunti)! Ad ogni modo, il testo appare perfetto così com’è ed è inutile porsi ulteriori quesiti a riguardoMessi dunque da parte i dubbi filologici, è ora tempo di analizzare il testo:

Ci fanno compagnia certe lettere d’amore
Parole che restano con noi,
E non andiamo via
Ma nascondiamo del dolore
Che scivola, lo sentiremo poi…

Le donne sono un bellissimo universo complicato: sono molto passionali e quelle lettere d’amore rappresentano l’espediente per cercare di avvicinarsi ad un ricordo doloroso che lentamente diventa sempre più debole, anche se destinato a non scomparire mai del tutto.

Nella seconda strofa emerge un lato molto particolare di questo universo:

Abbiamo troppa fantasia, e se diciamo una bugia
È una mancata verità che prima o poi succederà
Cambia il vento ma noi no
E se ci trasformiamo un po’
È per la voglia di piacere a chi c’è già
O potrà arrivare a stare con noi…

Le donne hanno una fantasia sconfinata, a tal punto da riuscire a ipotizzare, quasi in senso premonitore, avvenimenti lontani che poi diverranno concreti. Difficilmente cambiano; è una esigenza questa che diviene necessaria nel momento in cui si deve affrontare un ostacolo. Ma non solo: il cambiamento femminile può intercorrere anche nel contatto con qualcun altro. Quando infatti avviene ciò, la donna comincia la sua trasformazione, nel tentativo di soddisfare le aspettative di quella ipotetica persona; tale processo non porta sempre a piacevoli sorprese.

La terza strofa presenta una dichiarazione particolare:

Siamo così
È difficile spiegare
Certe giornate amare, lascia stare, tanto ci potrai trovare qui,
Con le nostre notti bianche,
Ma non saremo stanche neanche quando
Ti diremo ancora un altro ‘sì’.

Cosa sono le donne? Cos’è l’universo femminile? Risulta di per sé complicato trovare una risposta a queste domande. Tuttavia, è proprio nei momenti di crisi che esse però riescono a trovare una forza d’animo immensa, un impeto straordinario con cui costruire una corazza per superare tutte quelle notti bianche, quelle piccole grandi crisi interiori, quegli ostacoli proposti dalla quotidianità. Le donne hanno una forza tale da affrontare e sopperire ai dolori con determinazione, forza e bellezza.

In fretta vanno via
Delle giornate senza fine
Silenzi: che familiarità.
E lasciano una scia
Le frasi da bambine
Che tornano
Ma chi le ascolterà?

Alcune giornate rendono pesante il ruolo della donna: i silenzi assordanti colmano spesso i suoi vuoti ed è facile che prevalgano nostalgia e sofferenza. Questo dato è ripreso anche nei versi successivi:

E dalle macchine per noi
I complimenti del playboy
Ma non li sentiamo più
Se c’è chi non ce li fa più
Cambia il vento ma noi no
E se ci confondiamo un po’
E per la voglia di capire
Chi non riesce più a parlare
Ancora con noi.

In questa strofa appare molto forte il tentativo di esplicitazione del desiderio, da parte della donna, di sentirsi donna, in tutto e per tutto: attraverso un complimento o un apprezzamento, ella cerca di ritrovare quel pezzo di autostima fondamentale per non sentirsi debole e insicura. Quando mancano o sono davvero molto rari tali apprezzamenti, le donne lentamente dimenticano la magia di sentirsi speciali. La similitudine del vento inserita nel testo ci addentra in una riflessione molto profonda: perché le donne devono sentirsi obbligate al cambiamento, anche contro la loro volontà? Le donne andrebbero comprese e amate per come sono, non giudicate e costrette. Chi evita questo universo, teme un confronto, a tal punto di chiudersi dentro di sé e non comprendere volutamente le particolarità di questo mondo.

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Fiorella Mannoia

L’ultima strofa costituisce la sintesi di cosa davvero sia il mondo femminile:

Siamo così
Dolcemente complicate
Sempre più emozionate delicate
Ma potrai trovarci ancora qui
Nelle sere tempestose
Portaci delle rose
Nuove cose
E ti diremo ancora un altro sì
È difficile spiegare
Certe giornate amare lascia stare
Tanto ci potrai trovare qui
Con le nostre notti bianche
Ma non saremo stanche neanche quando
Ti diremo ancora un altro sì.

Le donne hanno costruito semplicemente un mondo a sé: sono complicate, delicate, sognatrici e tanti aggettivi potrebbero solo descrivere una infinitesimale piccola parte della loro essenza. Amano essere colte alla sorpresa e amano essere coccolate. I momenti no costituiscono una occasione concreta di crescita, un motivo per andare avanti, per vivere nel tempo la loro bellezza, senza mai discostarsi dalle proprie idee e dalle proprie scelte, seppur dolorose e controcorrenti.

Con questa piccola riflessione, si chiude un altro appuntamento con Legenda d’Autore!

Alla prossima e #StateLettori!

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