Mia madre – Legenda Cinematografica

di Giuseppe Cangiano

50391Cari amanti del Cinema, ben ritrovati qui sulla nostra rubrica! L’ultima macchinazione cinematografica di Nanni Moretti, risalente al 2015, gioca con tutti gli affetti di una donna: è la storia di una regista, di una mamma, figlia a sua volta di una madre costretta, per ragioni alterne, in fin di vita. In queste primissime righe traspare il progetto registico di Mia madre. Si tratta, insomma, di una pellicola incentrata sulla figura di una donna che vive in profonda difficoltà e con grandi spasimi alcuni determinati periodi della propria vita. A render complicata la cosa è il ricovero della madre, ex professoressa di latino. A nostro avviso, la storia preparata da Moretti, che d’altronde mischia momenti reali con momenti immaginari (accenni di metafisica?), sembrerebbe essere ottima; il condizionale però risulta d’obbligo, dato che, al termine della visione, ci si ferma quasi subito a riflettere sul peso effettivo della trama, la quale, se sviluppata in maniera più accorta in determinati punti, avrebbe contribuito non poco a delineare una delle migliori prove del cineasta italiano.Come spesso accade però, lo sviluppo di un tale prodotto cinematografico vive lontano dai nostri sogni. Mia madre risulta essere un film troppo d’autore per potersi proclamare invincibile. A parte le prestazioni non brillanti di una manica di attori, il film italiano si perde un po’ nella monotonia di se stesso, senza riuscire mai a spiccare il volo. Per carità, non si annoverano difetti incredibili, ma la storia alla lunga risulta essere un po’ telefonata e si avverte, purtroppo, la mancanza di ogni sorta di pathos negli avvenimenti cruciali. La regia, nella sua acclarata importanza e visti i trascorsi brillanti, ha certamente recato (chissà quanto volutamente?) un’impronta non marcata, nel segno di una continua e disarmante leggerezza. Sarebbe stato il caso di utilizzare un po’ di retorica, elemento pressoché necessario nell’effettiva costruzione di un film.

moretti-k7vh-u110449960784gbi-620x349gazzetta-web_articoloTuttavia, questo Mia madre resta un film desideroso di raccontare, ma che non racconta, pregno di volontà e generosità, carte vincenti dei perdenti. Sul versante meramente tecnico, attoriale, a referto una buona Margherita Buy; in relazione a tutto il resto, non si registra nulla di smaccatamente eclatante.

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