Macchie solari – Legenda Cinematografica

di Giuseppe Cangiano

603schermata20del202012-09-0720185709Cari amanti del Cinema, ben ritrovati! Il nome di Armando Crispino, per un numero consistente di persone, risulterà essere quasi fine a se stesso: si tratta infatti di una regia che opera negli anni Settanta del secolo scorso; inoltre, la sua filmografia di riferimento, non risulta essere di per sé immensa. Si registrano pochissimi film e, fra questi, segnaliamo Macchie solari, una produzione datata 1975. Il titolo sembrerebbe distaccarsi molto fugacemente dalle previsioni legate al thriller (categoria in cui il lungometraggio deve essere inserito), per abbracciare stilemi fantascientifici. A fine visione, però, i dubbi si dissolveranno e ogni ragionamento dietrologico ritornerà alla base: questo Macchie solari resta infatti, a tutti gli effetti, un thriller all’italiana, sotto molteplici punti di vista. Attraverso il suo film del 1975, Crispino rispetta egregiamente i parametri/dettami delle produzioni appartenenti al genere. Sostanzialmente la pellicola ha tanto da offrire, soprattutto nel processo meramente estetico. Difatti funzionano appieno le scenografie, le atmosfere risultano essere una goduria per tutti gli amanti di tali produzioni. Anche a livello di puro intrattenimento, Macchie solari riesce a farsi egregiamente rispettare: nonostante la sceneggiatura non presenti tratti di spiccata genialità, risulta essere però ben congegnata. I fili del gioco cinematografico si rannodano tutti in soluzioni gradevoli e la narrazione si presenta compatta e lineare, senza barlumi di apocalittica brillantezza ma senza nemmeno errori pacchiani. L’interesse, con le scelte di Crispino, aumenta gradualmente durante la visione del film: Macchie solari inizia forse in quarta, con dosi smaccate di orrore, quasi strizzando l’occhiolino ai coevi horror movies; tuttavia, in un tempo piuttosto breve, la pellicola acquisisce i tratti di una pacatezza e di una tranquillità espositiva non malvagi. Cosa resterà dunque a fine visione? In verità necessita proseguire l’analisi con una precisazione: Macchie solari resta, ahinoi, uno dei tantissimi thriller all’italiana. Quando c’è concorrenza, c’è competizione, ma quasi mai emancipazione. Quindi, quello di Crispino, resta in buona sostanza, e per le categorie stratificate vigenti nella nostra contemporaneità, un film dedicato ai soli specialisti della materia. Per chi non fosse un accanito fan del contenuto e del genere, apprezzare l’apparato di Crispino nella sua interezza e profondità, risulterebbe un’impresa piuttosto ardua da perseguire.

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Un fotogramma del film

A fine visione, a parer nostro, è da preservare comunque tutto ciò che ha a che fare con la confezione tecnica; come accennato sopra, sono soprattutto le atmosfere cupe e quelle location chimeriche (di un tempo passato e non più duplicabile) a dettar legge. Il film inebria i sensi dello spettatore nostalgico. Gli attori e le musiche (composte dal sempre superbo Ennio Morricone) prendono positivamente parte in un’ideale marcia vincente. Per quanto concerne la storia, nonostante il volenteroso e accorto lavoro di scrittura, non resterà purtroppo nella mente nulla di particolare e alquanto inedito. Ma l’ordinario e il senso di equilibrio, spesse volte, bastano e avanzano.

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