L’ultima missione – Legenda Cinematografica

di Giuseppe Cangiano

Cari lettori di Legenda Cinematografica, rieccoci qui sulla nostra rubrica! Passa qualche istante, l’inquadratura cattura il personaggio e parte una colonna sonora di sostanza. La premessa è sinonimo e allegoria di un progetto che può deviarsi e mutare nella forma, ma nella sostanza è già scritto. L’ultima missione parte con un retrogusto di nullismo, di rottura sociale; Daniel Auteuil è il mezzo che conduce al fine.

Alla regia un ottimo Olivier Marchal e la prima cosa che traspare è proprio lo stile che richiama altri film francesi, per stile intendiamo tante cose, abbracciamo l’ampiezza del concetto. Per stile intendiamo anche la resa e l’epilogo (amaro e decadente) che avvolge le pedine coinvolte nel mortal gioco.
L’ultima missione è il calvario di una serie di personaggi in pena, in dolore e Schneider è il punto più alto del sistema penoso. Si respira quindi, sin dall’inizio, un’area malsana di buio e di tristezza con un personaggio agonizzante e ghiacciato da drammi e disavventure personali e familiari. La bravura della regia francese risiede nel fatto di andare a lavorare su una sceneggiatura non semplice e molto complessa che si dirama in situazioni varie e si apre, con la complicità di un piano narrativo ampissimo, su più strade.

In genere la complessità delle cose porta a disilludere lo spettatore, ma con L’ultima missione, persino i passaggi meno probabili tengono botta, non appesantendo nulla. Questa è la vera forza di Marchal, ciò significa che il film è di vivo interesse.

Il film termina nel silenzio e nella pace trasversale che vuole e che pretende. Sotto i riflettori da parte dell’ex poliziotto e regista Marchal proprio il sistema poliziesco alquanto ambiguo e tragicamente corrotto.
Sopravvive l’animo di chi ha coerenza e la vita distrutta; le inquadrature simboliche e i dialoghi iniziali la dicono lunga sull’alone mortuario che prevede vendetta e resa dei conti. L’ultima missione è una parabola ombrosa e tirata; improbabile e complicato trovare altre produzioni così testarde che si battono con la forza della disperazione nel pieno nichilismo.

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