Faster, Pussycat! Kill! Kill! – Legenda Cinematografica

di Giuseppe Cangiano

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La locandina originale

Cari amanti del Cinema, rieccoci al nostro immancabile appuntamento settimanale con la nostra rubrica! Trascorrono gli anni Sessanta del secolo scorso quando, nelle sale d’oltreoceano, approda un lungometraggio dal titolo piuttosto scombinato, Faster, Pussycat! Kill! Kill! (1965): al di là di tale elemento, anche le conseguenti faccende cinematografiche almanaccate da Russ Meyer presentano per l’epoca in questione una elaborazione alquanto strana, quasi irriverente. A distanza di tanti decenni, Faster, Pussycat! Kill! Kill!, in modo sbalorditivo e del tutto imprevedibile, riesce però a farsi rispettare (e soprattutto apprezzare) da una svariata fetta di pubblico. Persino le platee più esigenti, quelle votate per un determinato tipo di Cinema d’avanguardia, potranno compiacersi nella visione del film di Meyer. Arduo sarebbe, da parte nostra, trovare in questo film delle pecche. Il regista, autore di questa produzione un po’ sopra le righe, non si pone, evidentemente, un limite o un confine per il suo lavoro: la pellicola vive nel suo caos, nella sua violenza e specialmente nei suoi incredibili personaggi, alcuni veramente indimenticabili. Il clima diventa pesante fin da subito e, i personaggi mescolati ai contesti scenici più svariati richiamano, senza troppe difficoltà, una sorta di moderno western. Lungo lo scorrere della trama sembra non ci sia alcun posto per canovacci prestabiliti o sistemi di regole ben codificati: ognuno agisce secondo il proprio istinto. Si crea così, senza troppe difficoltà, una scacchiera mortale e pazzoide di personaggi forti contrapposti irrimediabilmente a quelli deboli, nella quale, alla fine, è l’elemento melodrammatico a salire, prepotentemente, in cattedra. Verrebbe da chiedersi, dunque, quale possa essere l’effettiva forza del film; ebbene, il quesito trova una sua naturale risposta in una semplice riflessione: Faster, Pussycat! Kill! Kill! è un film atemporale, non teme confronto, non subisce il percorso latente del tempo. Facilmente assume un’aura di immortalità agli occhi dello spettatore, a causa di quella trasgressione visiva e alle volte persino, dannatamente, simbolica.

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Un fotogramma del film

Il giovane palestrato che parla poco, la giovane fanciulla vittima degli ‘animali’, ad esempio, sono dei richiami (anche) ad una società stratificata e folle. Gli ambienti – tra tutti spicca certamente l’arido e solitario deserto – rappresentano l’emblema della desolazione, e forse, della povertà umana. Carmelo Bene, geniale interprete della realtà e delle dinamiche umane, condensando in poche parole una massima alquanto lapidaria, affermava ‘nessun uomo in questa vita cerchi fratellanza, poiché siamo noi tutti dei deserti infiniti’: ecco, questo Faster, Pussycat! Kill! Kill! risulta essere una fiaba violenta e spietata, in cui spicca certamente una stratosferica e siderale Tura Satana, nelle vesti di un personaggio senza dubbio extra ordinario. In definitiva, una pellicola importante, che non può mancare nella memoria di chi apprezza una concezione ‘altra’ e differente di Cinema.

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