Batman v Superman: tra strategia e colpi di genio

di Gabriele Roberti

Marzo, per gli amanti dei balloon e del cinema d’azione, è stato il mese di Batman v Superman: Dawn of Justice. Zack Snyder, regista ormai di punta per i supereroi targati DC, ha deciso infatti di portare sul grande schermo lo scontro che milioni di appassionati hanno sempre sognato.
Non vogliamo soffermarci ora sul film di Snyder (secondo film, dopo Man of steel, della serie DC Extended Universe), ma raccontare il processo che ha portato a questi epici scontri tra i protagonisti “buoni” dei nostri fumetti.

Sembra strano, infatti, vedere i due supereroi per eccellenza combattere, senza esclusione di colpi, sulle rovine di Metropolis e Gotham City, e fa ancora più strano vedere lo stesso nel mondo Marvel (a maggio uscirà Civil War, ovvero lo scontro tra Captain America e Iron Man), ma queste scelte editoriali non sono casuali o frutto della pazzia di alcuni autori, ma figlie di un’attenta strategia fatta di colpi di genio.

Come ogni forma d’arte e d’intrattenimento, anche il mondo del fumetto ha, da sempre, alti e bassi. Le ere “d’oro”, o magiche, si alternano da sempre a profonde crisi, che hanno spesso portato alla cancellazione e al termine di alcune famosissime saghe. I supereroi più amati (Superman, Batman, Spiderman etc, così come sono in classifica secondo la popolarità stimata dalla classifica IGN) hanno ormai decenni di storie sulle spalle e i lettori, soprattutto quelli di lunga data, hanno bisogno (e pretendono) di essere stimolati e invogliati numero dopo numero.

L’esempio più lampante è sicuramente quello della DC. Negli anni Novanta infatti, il colosso americano ha tirato fuori dal cilindro un vero e proprio capolavoro editoriale: La morte di Superman. Tale scelta puntava a sconvolgere il mondo dei fumetti e del suo mercato, e a stimolare l’interesse anche dei meno appassionati del genere. Questo perché era impensabile far morire l’eroe per eccellenza, l’uomo più forte del mondo, il primo vero supereroe della storia, ma la DC era ormai decisa a seppellire il suo simbolo e, dopo un’accurata campagna di marketing, apparve Superman (Vol.2) n.75 di Dan Jurgens che segnò la fine del Kryptoniano. L’evento ebbe una risonanza mediatica senza precedenti e l’albo entrò nella storia dei fumetti come quello più venduto di sempre (circa 6 milioni di copie). La DC si assicurò migliaia di nuovi lettori, mentre quelli più affezionati iniziarono a chiedersi se fosse veramente la fine di Superman. Ovviamente non lo era. La fine di Superman sarebbe stata un colpo troppo forte nel lungo periodo, soprattutto in termini di marketing. Seguono così Il Regno di Superman (in cui quattro supereroi si contendono l’eredità di Clark Kent) e Resurrezione, completando una mini saga che inaugurerà l’inizio di una nuova era.

La morte improvvisa dei simboli del mondo dei fumetti, dopo gli eventi di Superman, inizia così a presentarsi sempre più spesso, suscitando un vivo interesse da parte dei lettori. Batman, SpiderMan, Lanterna Verde e Captain America sono solo alcuni dei tanti supereroi che vedono la fine, quasi sempre mai definitiva, delle loro avventure. Ma dopo poco la morte finisce per annoiare i fan, e gli autori si ritrovano nuovamente a dover escogitare qualcosa pur di riportarli nelle fumetterie.

E se non si possono far morire, perché non farli combattere uno contro l’altro?
Nascono così le saghe che portano i supereroi a scontrarsi tra loro, dando vita a epiche battaglie e a storie mai immaginate, come Superman vs Capitan Marvel (noto come Shazam), Wolverine contro Hulk, Civil War, The Punisher vs Daredevil o addirittura l’intera Justice League contro gli Avengers, o ancor peggio maestri contro allievi con la Justice League contro i Teen Titans. Tutte queste battaglie non sono solo la novità utile per rilanciarsi sul mercato, ma un’occasione per mostrare lati mai celati dei tanti protagonisti. Lati a volte talmente “oscuri” da non poter essere raccontati con una semplice storia, ma attraverso eventi memorabili come lo scontro contro un altro eroe, che sia Superman, Batman o Iron Man.

Si segnala infine, negli ultimi anni, la conferma di un altro fenomeno: il multiverso, ovvero l’intreccio sempre più frequente delle vite dei vari supereroi, e di storie ambientate in mondi o epoche improbabili come Deadpool trilogia omicida, in cui il divertente (e sadico) immortale in tuta rossa uccide i protagonisti dell’universo Marvel e dei classici della letteratura come Moby Dick, i Tre Moschettieri e Sherlock Holmes. Storie assurde e improbabili, giusto per rendere il mondo dei fumetti ancora più unico.

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