Intervista agli Esco dalla grotta – Legenda d’Autore

di Francesca Maria Miraglia

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La copertina dell’album Esco dalla grotta

Cari lettori e lettrici amanti della musica, oggi qui sulla nostra rubrica ho deciso di proporvi qualcosa di diverso, qualcosa che andasse un po’ più in là rispetto alla classica analisi critica di un testo della tradizione d’Autore, italiana o internazionale che sia: è mia intenzione infatti ‘prestare’ questo spazio comune per dare voce, per quanto ovviamente mi sia possibile, ad una giovane band appena affacciatasi nel panorama musicale di casa nostra e che ha deciso di assumere per sé un nome particolare, Esco dalla grotta. Per Legenda Letteraria ho intervistato il suo frontman, al secolo Roberto Salis, anche in virtù della presentazione del primo lavoro ufficiale (e omonimo) prodotto da questi giovani ragazzi trapiantati a Bologna, Esco dalla grotta, rilasciato appunto lo scorso 19 marzo.

Roberto, innanzitutto voglio che tu sappia quanto sia stato piacevole per me fare la tua conoscenza; la vostra musica è di qualità e anche i vostri testi sono, come dire, differenti da ciò che attualmente è possibile reperire sul mercato. Questa riflessione mi dà subito lo spunto per la mia prima domanda: cos’è per voi la musica e cosa volete esprimere attraverso quello che scrivete?

Lascia che ti dica che il piacere è tutto mio e nostro. Sai Francesca, per noi la musica rappresenta un modo di esprimersi come un altro, forse l’unico in cui riusciamo a essere totalmente liberi. I nostri testi sono in primo luogo l’elemento ritmico da cui partiamo per scrivere una canzone, solo dopo molto tempo e molti arrangiamenti iniziano a significare qualcosa; sono convinto che essi abbiano molteplici significati che sfuggono persino a noi.

Capisco. Allora, qualche settimana fa su Youtube è stato pubblicato il video della canzone Intervallo (che è possibile reperire cliccando qui), che ha anticipato l’uscita del vostro primo album omonimo Esco dalla grotta. Si tratta di un testo decisamente inusuale ma dal forte impatto! Potresti raccontare ai nostri lettori come è nata l’idea?

La canzone è nata una notte di quattro anni fa: ritornavo verso casa con mille pensieri in testa e ho iniziato a canticchiare quello che sarebbe diventato il motivetto di Intervallo. Arrivato a casa sapevo già che il testo doveva essere tristissimo; la sequenza di accordi, al contrario, doveva sembrare molto allegra. È stata scritta in dieci minuti con la chitarra acustica e il risultato è quello che sentite oggi.

Sì! E il risultato è molto orecchiabile! Potresti illustrare i momenti salienti del testo?

Quando ho scritto ‘Ho fatto figli idioti con il doppio mento’, sapevo fin da subito che in quello stralcio vi si trovasse il senso generale della canzone: è una sorta di accettazione di tutti gli sbagli fatti nella vita di un uomo.

Nell’ascoltare la canzone, ci si accorge rapidamente di un cambiamento importante: la tua voce naturale, umana, è poi sostituita e alterata attraverso l’uso di un megafono. Perché questa scelta?

La voce in realtà è totalmente effettata con delle distorsioni per chitarra; nell’ultima strofa abbiamo utilizzato il delay, per questo sembra che ci sia un megafono. L’idea era quella di giocare con l’anima di un pezzo pop e farlo diventare qualcosa di più sporco, meno chiaro e razionale.

Ho una curiosità: da dove deriva il vostro nome così particolare? Esco dalla grotta potrebbe sottintendere un richiamo alla filosofia platonica e alla teoria della caverna?

In realtà il nome della band deriva da un gioco di parole che mi è frullato in testa per alcune settimane; allo stesso tempo rappresenta un cambiamento, una crisi profonda e il modo per superarla.

 

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I ragazzi di Esco dalla grotta


Dalla vostra pagina ufficiale si legge che Esco dalla grotta è un album composto ‘da 10 tracce scritte in maniera forsennata, senza ripensamenti. Un urlo giovanile, che non ha voglia né tempo di ricercare un’omogeneità, o di inviare messaggi precisi a chi lo ascolta.  L’album è l’unione disarticolata di momenti fugaci di persone senza volto, raccolti in tracce essenziali, a volte troncate sul nascere. L’obiettivo principale di questo disco è disorientare l’ascoltatore, non lasciargli mai la possibilità di ambientarsi completamente’. Se tu avessi a disposizione solo 3 aggettivi, come lo definiresti
?

In soli 3 aggettivi? Incosciente, giovanile, crescente!

Ah, un’ultima cosa! Se vorrete, potrete scaricare liberamente e gratuitamente l’intero album Esco dalla grotta cliccando qui! Vi assicuro che non ve ne pentirete!

Detto questo, vi do appuntamento alla prossima, sempre qui con la nostra musica, sempre qui su Legenda d’Autore! #StateLettori!

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