Ave, Cesare! – Legenda Cinematografica

di Giuseppe Cangiano

poster-ave-cesareCari amanti del Cinema ben ritrovati qui sul nostro spazio comune! Oggi soffermiamo la nostra attenzione critica su un duo registico d’eccezione, composto dai fratelli Joel ed Ethan Coen, che nel tempo si è dimostrato ben capace di ordire sapienti trame molto apprezzate nel panorama cinematografico contemporaneo. Ai Coen è collegato infatti uno stile decisamente inusuale: non di rado, nelle loro produzioni, è possibile riscontrare un’alchimia accattivante tra critica e parodia, nella quale a prevalere è quasi sempre la secondaAve, Cesare!, datato 2016, è l’ultima operazione dei due fratelli che oggi prenderemo in esame: il titolo, già di per sé molto curioso, non è altro che un’anticamera di tematiche che riguardano il Cinema e le Majors, ossia le grandi case di produzione americane che hanno fatto la storia di questa Arte, ossessionate di continuo dal richiamo del dio denaro. Con Ave, Cesare! lo spettatore è letteralmente trasportato in una prospettiva che potremmo definire ‘meta-cinematografica’, in cui è appunto un film a parlare del mondo del Cinema: questo dato induce fin da subito colui che guarda a riflettere sul progetto ambizioso dei fratelli Coen, i quali non mostrano alcun timore reverenziale nel mettere in scena la scena stessa. Per farlo, i registi dispongono poi di un cast brillante: si ricordino Josh Brolin, George Clooney, Ralph Fiennes e la bellissima Scarlett Johansson, alla quale però è stato affidato nient’altro che un piccolo cammeo. Il piano architettato dunque sembrerebbe essere allettante; non tutta la carne messa sul fuoco, però, può essere universalmente apprezzata dal palato multiforme, e sempre piuttosto esigente, della platea che se ne ciba. Quello dei fratelli Coen infatti è un banchetto parodistico, che spolpa a più riprese la macchina (infernale) del Cinema: in questo tentativo di dissezione, quasi autoptico, del mezzo, l’elaborazione e la sua necessaria messa in scena il più delle volte debordano, incondizionatamente, forse in modo anche inopportuno ed esagerato. Questo Ave, Cesare! è dunque, nel suo apparato concettuale e filosofeggiante, non così lontano dal modus operandi ravvisabile nelle produzioni del più celebre e osannato Woody Allen; resta però chiaro che, pur abbozzando questo paragone eclatante, nell’esperimento dei Coen, tutto resti velato da una patina assolutamente fin troppo barocca e manierata, che trasforma l’intreccio in un mero esercizio di stile, a metà tra il fiabesco e il surreale.

51055_ppl

Un fotogramma del film

Ne risente così, giocoforza, anche il ritmo, e la fatica dei Coen appare così per molti tratti ridondante e sgraziata: all’infuori di qualche qualche buona sequenza, il film potrebbe certamente annoiare. In un turbinio di eccessi, in cui spiccano la troppa parodia goliardica e un impianto critico decisamente debole, Ave, Cesare! non si prende mai sul serio. E ciò rappresenta un vero peccato: nonostante la fotografia e le locations siano di caratura assolutamente pregevole, non si può dire altrettanto poi per la sceneggiatura, che deraglia gli attori in prove inappropriate e sdolcinatamente caricaturali.

Annunci

Di’ pure quel che pensi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...