Lorenzo Jovanotti: Serenata rap – Legenda d’Autore

di Francesca Maria Miraglia

Cari lettori e lettrici, rieccoci con un nuovo numero di Legenda d’Autore! Oggi ci dedicheremo ad un genere musicale molto interessante e particolare: il RAP! Questo modo di fare musica e di scrivere testi approda nella scena italiana attorno agli anni Ottanta del secolo scorso, esplodendo qualche tempo dopo grazie ad un cantautore oggi molto affermato ma che allora appariva quale autore ‘particolare’, a causa del suo eclettismo e della sua prorompente carica magnetica: stiamo parlando di Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, che con la sua con Serenata Rap, tratta dall’album Lorenzo 1994 e presentata come singolo, si consacra quale vero e proprio guru di tale genere, simbolo di una nuova arte destinata col tempo a divenire sempre più stratificata nei contenuti e apprezzata dal grande pubblico.

Per comodità e per facilitare la spiegazione del testo, si è optato per una segmentazione della canzone in cinque sequenze, tutte incentrate sul tema dell’amore e sulle fasi che lo contraddistinguono. Questo il contenuto della prima sequenza:

Se t’incontro per strada non riesco a parlarti
Mi si bloccano le parole non riesco a guardarti
Negli occhi mi sembra di impazzire
Se potessi amplificare
Il battito del mio cuore sentiresti
Un batterista di una band di metallo pesante
Ed è per questo che sono qui davanti
Perché mi viene molto più facile cantarti una canzone
Magari che la sentano i muri e le persone
Piuttosto che telefonarti e dirti tutto faccia a faccia
Rischiando di fare una figuraccia.

Sin da subito si riscontra la classica timidezza dell’innamorato, dettata soprattutto dalla paura di esternare un sentimento tanto grande e intricato: il suo battito cardiaco è paragonato ai suoni di una band dal metallo pesante. Con il tempo, l’innamorato prende coraggio e decide attraverso la musica di comunicare le sue sensazioni, poiché tale modalità rende molto meno difficoltosa la sua confessione amorosa: il canto è preferito a qualsiasi altro intermediario, nonostante egli tema di commettere comunque un errore.

La seconda sequenza presenta la rima, un elemento innovativo, che consente al testo di assumere un carattere decisamente più incalzante:

Sono timido ma l’amore mi dà coraggio
Per dirti che da quando io ti ho visto è sempre maggio
E a maggio il mondo è bello e invitante di colori
Ma ancora sugli alberi ci sono solo fiori
Che prima o poi si dice diverranno pure frutti
E allora tu che fai? Golosamente aspetti,
Aspetti che quel desiderio venga condiviso
Io sono qui davanti che ti chiedo un sorriso,
Affacciati alla finestra amore mio.

L’innamorato racconta le sue impressioni: appena vede la sua amata, comincia a sentirsi come ci si sente il mese di maggio, in cui avviene l’esplosione della primavera e in cui gli alberi sono pieni di frutti pronti a maturare. Un po’ come l’amore, che è pronto ad essere colto e condiviso, attraverso l’invito all’innamorata affinché lentamente si affacci alla finestra.

La terza sequenza presenta non solo le rime ma si riscontrano le anafore:

Affacciati al balcone rispondimi al citofono
Sono venuto qui col giradischi e col microfono
Insieme al mio complesso per cantarti il sentimento
E se tu mi vorrai baciare sarò contento
E questa serenata è la mia sfida col destino
Vorrei che per la vita noi due fossimo vicino
Una serenata rap per dirti che di te:
Mi piace come mi guardi mi piace come sei con me
Mi piace quel tuo naso che s’intona con il mondo
Mi piace il tuo sedere così rotondo
Da rendere satellite ogni essere vivente
Mi piaci perché sei intelligente
Si vede dalle tue mani come le muovi
Mi provochi pensieri e sentimenti sempre nuovi
Nei tuoi fianchi sono le alpi nei tuoi seni le dolomiti
Mi piace quel tuo gusto nello scegliere i vestiti
Quel tuo essere al di sopra delle mode del momento
Sei un fiore che è cresciuto
Sull’asfalto e sul cemento.

L’innamorato non si arrende e questa sua ostinazione si traduce appunto in una serenata, antica forma di corteggiamento che riassume tutto ciò che la donna ha di bello, dallo sguardo alle mani, all’intelligenza e nonostante queste caratteristiche potrebbero sembrare semplici, nell’innamorato suscitano interesse, curiosità e positività. Paragona il fisico dell’innamorata ad elementi naturali e adora il suo aspetto esteriore e l’essere al di sopra della moda.

La quarta sequenza presenta le rime e ripetizioni verso la fine del verso che prendono il nome di anadiplosi :

Serenata rap serenata metropolitana
Mettiti con me non sarò un figlio di puttana
Non ci credere alle cose che ti dicono di me
Sono tutti un po’ invidiosi chissà perché
Io non ti prometto storie di passioni da copione
Di cinema, romanzi e che ne so di una canzone
Io ti offro verità, corpo, anima e cervello
Amore solamente amore solo solo quello.

L’innamorato assume una forte posizione: ribadisce e sottolinea che non sarà un amore presente in un romanzo, film e canzone, sarà un sentimento aderente alla realtà, donando corpo, anima e cervello affinché questo amore possa essere vissuto nella totalità. Per invidia e per gelosia, si potrebbero compiere affermazioni non bonarie ed esorta la fanciulla a non ascoltarle, perché sono ricche di invidia.

L’ultima sequenza presenta una citazione: tratta dalla Divina Commedia del sommo poeta Dante Alighieri, dal V canto dell’Inferno, in cui si allude alla coppia di amanti Paolo e Francesca:

Amor, ch’a nullo amato amar perdona”, porco cane
Lo scriverò sui muri e sulle metropolitane
Di questa città milioni di abitanti
Che giorno dopo giorno ignorandosi vanno avanti
E poi chissà perché perché chissà
Per come nessuno sa perché perché chissà
Per come due sguardi in un momento sovrappongono un destino
Palazzi, asfalto e smog si trasformano in giardino
Persone consacrate dallo scambio di un anello
E un monolocale che diventerà un castello,
Affacciati alla finestra amore mio.

L’innamorato prenderebbe la frase tratta dalla Divina Commedia e la scriverebbe sui muri delle metropolitane, dove le persone incrociano gli sguardi in modo del tutto indifferente, vittime della vita caotica e della quotidianità. Nonostante tutto, da uno sguardo può nascere un qualcosa di grande e di unico. Il mondo grigio, cupo e triste di una metropolitana, dei palazzi, dell’asfalto e dello smog viene colorato dall’amore, che rende tutto più umano.
Dal grigiore al colore, dal monolocale al castello, questa serenata rap si chiude con la speranza che l’innamorata si possa affacciare dalla finestra e ascoltare le sue parole. 

Dal testo emerge una grandissima determinazione nell’affermare il sentimento, fermarlo e renderlo “cinematografico”: Jovanotti dà modo di chiudere gli occhi e immaginare tutta la scena.
Si chiude così il nostro appuntamento… State lettori e alla prossima canzone d’autore!

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