L’arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat – Legenda Cinematografica

di Giuseppe Cangiano

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Un fotogramma del cortometraggio

Cari amici di Legenda Cinematografica, ben ritrovati! Oggi ripercorriamo un sentiero a ritroso complesso e stupendo, che ci riporta fino agli albori di questa splendida Arte: un salto di oltre cento anni alle origini di tutto ciò che significa Cinema nella sua accezione moderna del termine, un riallaccio a quel cordone ombelicale simbolico, a cui ogni appassionato sa, anche inconsciamente, di essere ancora attaccato. L’arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat, datato 1895 e che potrete reperire liberamente cliccando qui, è uno dei primissimi lavori cinematografici che siano mai stati prodotti, tra i più celebri recanti la firma dei fratelli Auguste e Louis Lumière. I due pionieri della cinematografia utilizzarono la ripresa in 35 mm su pellicola (creata da Eastman), realizzando così quella che inizialmente fu intesa come una novità fragorosa e che poi, in seguito, fu presto convertita in vera e propria Rivoluzione. Il Cinema per i Lumière rappresentava quel concetto di avanguardia – e non poteva essere altrimenti – che affondava le sue radici nel solco tracciato dal Positivismo, ovvero quel movimento culturale progressista, di stampo scientifico-tecnologico, che imperversava in Europa sul finire del XIX secolo e di cui appunto L’arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat è (e doveva) essere summa, o meglio, sintesi dell’ideale. Ovviamente, giudicare tale cortometraggio di circa un minuto (55 secondi), ad oggi, è una sfida. Se lo spettatore riuscisse a calarsi nel contesto storico, la Parigi di fine Ottocento, capirebbe tante cose: difatti, nella società odierna, un lavoro così pregiato e certamente d’avanguardia come quello dei fratelli francesi, potrebbe essere girato facilmente con un telefonino, nemmeno di ultima generazione. Senza dubbio il risultato sarebbe anche infinitamente migliore, ma certamente povero nel suo significato ultimo e profondo. Cosa che invece è impossibile affermare con L’arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat: questa proiezione rappresentò, infatti, una novità assoluta, sorprendente per tutti e da ogni punto di vista.

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I fratelli Auguste e Louis Lumière, inventori del Cinematografo

Gli spettatori (i primi paganti della giostra del Cinema) furono intrappolati per sempre in un mondo da cui non sarebbero più usciti, attraverso un’ottica nuova, sbalorditiva e ammaliante. Il minuto di proiezione, accompagnato da una musica classica in sottofondo, cominciò fin da subito a fare scuola, offrendo vari spunti per altri registi dell’epoca. In merito all’aspetto tecnico è quasi inutile inoltrare discorsi o argomentazioni, che potrebbero risultare scarsamente rilevanti, in relazione all’eccezionale portata storica di questo inimitabile documento visivo. Già dalla sua prima rappresentazione, quello dei fratelli Lumière non poteva non essere inteso (e anche noi lo facciamo) come un esempio di perfezione, inedito e senza tempo. Per giudicare criticamente e nel merito un tale prodotto si dovrebbe poter guardare ad altre comparazioni, ad altri esperimenti simili: inutile dire che ogni apripista, proprio per il suo ruolo primario e primigenio, può superare solo se stesso e non essere superato da altri. Pur se avessimo disposto di altri esempi, sarebbe stato del tutto vano in confronto a tale esperimento, giocato sul concetto di novità, che non poteva non divorare lo spettatore. L’arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat è classificabile dunque come un piano sequenza: l’ideale di montaggio, per ovvi motivi, dormiva ancora sonni arcaici. Senza dubbio un’opera primitiva e incommensurabile.

 

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