Creed – Nato per combattere – Legenda Cinematografica

di Giuseppe Cangiano

Cari amici amanti del Cinema, bentornati qui sulla nostra consueta rubrica! Oggi poniamo la nostra attenzione sul nuovo capitolo dell’ormai immortale saga che ha per protagonista Rocky Balboa e che, a distanza di svariate decadi, continua ininterrotta a mietere successi ai botteghini di tutto il mondo: stiamo infatti parlando di Creed – Nato per combattere (2015), di Ryan Coogler, che conferma ancora una volta, semmai ve ne fosse bisogno, quanto il pubblico resti perennemente affezionato al boxeur più famoso della storia del Cinema, anche nel caso in cui non sia più lui (per evidenti limiti d’età) a salire sul ring.

Negli anni addietro, tante regie hanno incentrato i loro lavori su campioni più o meno importanti del ring: altrettante volte i risultati sono stati a dir poco entusiasmanti, proprio in virtù del fatto che la boxe rappresenti la sintesi perfetta tra agonismo, bellezza sportiva, partecipazione emotiva del pubblico e atletismo.

Con Creed – Nato per combattere, si intravede un orizzonte ancora florido per questo genere cinematografico e nella fattispecie per il franchise Balboa: tale pellicola reca in sé una serie di grossi pregi che lo portano ad essere apprezzato da un pubblico vario; non manca nulla e il ritmo e l’azione restano elevati fino ai titoli di coda. Sostanzialmente la fatica di Ryan Coogler nasce come film di intrattenimento, e questo senz’altro la dice lunga sul prodotto in questione. Ma, nonostante tutto, il lavoro di marca a stelle e strisce riesce nell’offrire finanche una profondità concettuale di assoluto rispetto, molto volte sorprendente ed efficace.

Creed – Nato per combattere riprende volutamente e senza molti complimenti la struttura narrativa del primo Rocky (1976); tuttavia, riesce a farsi rispettare attraverso un intreccio lineare, onesto e piuttosto equilibrato, senza grosse sbavature e senza incredibili forzature. Gran parte del lavoro e delle dinamiche cinematografiche giocano, essenzialmente, sull’esuberanza dei personaggi e sulla loro tracotanza: è indubbio che ogni personaggio abbia un ruolo specifico e ben marcato. Arricchita da un munifico Sylvester Stallone e impreziosita da un finale stratosferico, la pellicola non solo acquisisce ancora maggiore credito ma garantisce, nel suo complesso, una assoluta godibilità per gli appassionati e non.

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