Storia del Festival di Sanremo – Legenda d’Autore

di Francesca Maria Miraglia

Cari lettori e lettrici,

bentornati su Legenda d’Autore. Ultimamente, la televisione ci ricorda con uno spot simpaticissimo che tutto il mondo canta Sanremo! Febbraio è sinonimo di Sanremo e finalmente la LXVI edizione giunge nelle case degli italiani per intrattenere, animare e far ascoltare nuove canzoni che, piacciano o meno, faranno parlare di sé. In questo articolo cerchiamo di rispondere a due domande semplicissime: perché nel 1951 nasce la manifestazione canora? Quali evoluzioni ha subìto nel tempo?

Per rispondere a queste due domande, è necessario percorrere un viaggio nel tempo, partendo proprio dalla fine del Secondo conflitto mondiale, dal quale l’Italia è uscita con una grave crisi morale, politica e sociale. Per recuperare “l’Italia e gli italiani” si doveva cercare una scintilla, un nuovo “Zenit”, un nuovo svago tale da poter “dimenticare” le atrocità vissute in guerra. Sanremo è destinata a cambiare la storia dell’Italia, grazie ad un sanremese doc, Amilcare Rambaldi (di cui recentemente è ricorso il Centenario della nascita) che stava lavorando in una commissione incaricata dal CLN (Comitato di Liberazione Nazionale) per trovare delle iniziative e degli eventi tali da poter rilanciare il Casinò Municipale di Sanremo (in cui dal 1951-1976 verrà disputata la manifestazione canora).

Sanremo, luglio 1974: prima Rassegna della canzone d’autore organizzata dal Club Tenco. Da sinistra i cantautori Roberto Vecchioni, Francesco Guccini e Gianni Siviero, al centro, accovacciato, l’ideatore e organizzatore del Club Tenco, Amilcare Rambaldi. – Copyright by Società editrice il Mulino

Inizialmente, ricalcando l’idea del festival della canzone napoletana, venne concretizzato il progetto grazie ad Angelo Nizza, direttore del Casinò Municipale di Sanremo e di Giulio Razzi direttore dei programmi Rai. Il primo Festival di Sanremo andò in onda dal 29 al 31 gennaio 1951, assumendo una nuova forma: prendendo spunto dalla “chanson française” e dalla musica americana, la musica italiana stava iniziando ad assumere davvero una impronta particolare. Bisogna tener presente che durante il ventennio fascista in Italia ci furono musicisti che avevano preso come punto di riferimento il jazz, per questo motivo vennero definiti come ”jazzati”, ora però si voleva tornare ad una canzone più sentimentale, malinconica, dolce e forse spensierata, quella musica sentimentale che ha prodotto canzoni come Grazie dei fior (di Testoni, Panzeri, Seracini) del 1951, oppure Vola Colomba (di Concina e Cherubini) del 1952. Le prime edizioni di Sanremo non premiavano tanto il cantante quanto gli autori, l’esecuzione e l’arrangiamento musicale. Solo con la terza edizione la figura dell’interprete iniziò ad emergere in tutto e per tutto.

I primi segnali di cedimento della manifestazione canora emersero tra la V e la VI edizione. Ci voleva un elemento innovativo che cercasse di accattivare l’attenzione del pubblico giovanile e la novità non si fece attendere: si trattò di Domenico Modugno che, nella VII edizione del Festival di Sanremo (1958), vinse con la canzone famosissima Nel blu dipinto di blu, di cui fu interprete e autore insieme a un giovanissimo Johnny Dorelli. Inizia una nuova fase (seppur breve ma intensa), per la musica italiana: si tratta del periodo dei cosiddetti “Urlatori” (corrente canora che ha segnato gli anni Sessanta, derivante dall’inglese “shouter” che designa l’urlatore, in Italia celebri esempi furono Mina e Adriano Celentano) e dei cantautori che emersero nel panorama della musica italiana. Vi furono i primi complessi rock che emersero sulla scia dei Beatles e non va di certo dimenticata l’importanza che assunse nel corso del tempo l’orchestra, che accompagnava le canzoni dei partecipanti, nella fattispecie la celebre Orchestra della Canzone diretta dal Maestro Angelini.

Sanremo ha vissuto momenti di massimo splendore e momenti di massima oscurità: un evento che segnò indelebilmente la manifestazione canora fu il 1967, anno in cui morì misteriosamente il cantautore Luigi Tenco durante la manifestazione. Purtroppo le circostanze della morte sono attualmente misteriose e non ci sono state sufficienti indagini per comprendere le motivazioni che abbiano spinto a compiere quel folle gesto: forse per ripicca, forse in opposizione al sistema Sanremo, forse perché da tempo era colpito da un malessere interiore che non riusciva ad esternare e quel gesto è arrivato, inaspettato e atroce, per la musica italiana.

Nuovo cambiamento in arrivo in casa Sanremo: dalla sede storica del Casinò Municipale, il festival venne trasferito al teatro Ariston nel 1977, dove attualmente si svolge la gara canora. Sono stati inseriti elementi innovativi per il festival: innanzitutto il premio della Critica istituito nel 1982, intitolato alla cantante Mia Martini dal 1996, vi è stato l’inserimento di un festival di Sanremo solo per gli artisti emergenti da far conoscere al pubblico italiano e soprattutto l’elemento giuria, che viene divisa in giuria definita di “qualità”, che deve valutare l’esecuzione, il brano, l’arrangiamento della canzone, giuria popolare che giudica nel complesso la canzone, la giuria della sala stampa, e la giuria demoscopica.

Le prime serate sono di orientamento, vengono presentati gli artisti (quest’anno ne saranno 20 che prenderanno parte alla manifestazione) e le loro canzoni: si procede ad una fase di eliminazione solo nella terza serata e nella quarta si passa alla fase del “ripescaggio” grazie al voto complessivo delle giurie. Il vincitore è decretato in base alla percentuale più alta del voto complessivo delle varie giurie e del televoto.

Sanremo non è semplicemente una manifestazione canora: è entrata lentamente nelle case degli italiani, ha cambiato usi e costumi di una società in evoluzione, ha lanciato moltissime mode, alcune delle quali molto attuali. Sanremo è la storia dell’Italia, delle sue perpetue contraddizioni e le sue canzoni verranno ricordate sia con un velo di malinconia, che segna il passaggio inesorabile del tempo, sia con un sorriso: la speranza che questa manifestazioni si rinnovi sempre nel migliore dei modi.

Con questa speranza, si chiude il nostro primo Speciale Sanremo!
#statelettori perché ne scoprirete davvero delle belle!

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