Lucio Dalla: Futura – Legenda d’Autore

di Francesca Maria Miraglia

dalla-coverCari lettori e lettrici si rinnova l’appuntamento con Legenda d’Autore, la rubrica per chi ama la musica e ne fa una compagna sempre presente della propria vita! In questo numero, è mia intenzione parlarvi di un autore di casa nostra, scomparso purtroppo da qualche anno e che ha fortemente segnato la storia della musica italiana: si tratta di Lucio Dalla e, alla sua Futura, tratta dall’album Dalla del 1980, tra le sue prove più importanti, dedico con grande emozione l’uscita di oggi.

Per la genesi della canzone, credo sia opportuno prima di tutto partire dalle parole dello stesso cantautore, che in una sua intervista ha personalmente spiegato quando, come e dove avrebbe avuto l’ispirazione dalla quale sarebbe poi nato il testo:

“Il testo di Futura nacque come una sceneggiatura, poi divenuta canzone. La scrissi una volta che andai a Berlino. Non avevo mai visto il Muro e mi feci portare da un taxi al Charlie Check Point, punto di passaggio tra Berlino Est e Berlino Ovest. (…) In quella mezz’ora scrissi il testo di Futura, la storia di questi due amanti, uno di Berlino Est, l’altro di Berlino Ovest che progettano di fare una figlia che si chiamerà Futura”.

La prima strofa della canzone, evidenzia una serie di punti interrogativi, di speranze e di sogni da realizzare nella vita di questa coppia:

Chissà chissà domani
Su che cosa metteremo le mani
Se si potrà contare ancora le onde del mare
E alzare la testa
Non esser così seria, rimani!
 

La giovane coppia inizia quindi a fantasticare sul proprio futuro, decidendo così di mettere in cantiere uno splendido progetto: avere un figlio. Sulle prime, implicitamente, l’idea di schiudere al mondo una nuova vita è declinata tutta al maschile e presenta lampi di eccessivo entusiasmo; lentamente però, mille interrogativi cominciano ad attanagliare i due giovani innamorati: come si muoverà questa creatura nel mondo? Dove camminerà? Cosa farà e, soprattutto, chi sarà? Il dubbio è raccontato dall’autore con queste parole:

E chissà come sarà lui domani
Su quali strade camminerà
Cosa avrà nelle sue mani… le sue mani
Si muoverà e potrà volare
Nuoterà su una stella
Come sei bella
E se è una femmina si chiamerà Futura.

La straordinaria idea di concepire una nuova vita, assume pian piano sfumature diverse rispetto a quelle di partenza: nel caso in cui si trattasse di una femmina, allora ella si chiamerà Futura. Un nome particolare, impegnativo, che nello stesso momento reca in sé la grande speranza di un popolo (quello tedesco) e la forza di una generazione, che non vuole smettere di lottare, di amare e di vivere un sogno, quello della propria, sofferta, libertà.

comc3a8-profondo-il-mare1Nonostante questa coppia sia divisa da un muro, che simboleggia non solo una preclusione fisica e concreta ma anche ideale e mentale, persiste lo sforzo di ricercare qualcosa di diverso, di concretizzare attraverso un figlio la necessità della positività, anche e soprattutto per le generazioni che verranno. Le difficoltà non abbattono dunque la coppia che, quasi magicamente, è trasportata in una nuova dimensione; il vivere con intensità un rapporto, con passione e con ardore, tra luna, sole, batticuore e sentimenti, è parte integrante di questa unione:

Di più, muoviti più fretta di più, benedetta
Più su, nel silenzio tra le nuvole, più su
Che si arriva alla luna, si la luna
Ma non è bella come te questa luna
È una sottana americana
Allora su mettendoci di fianco, più su
Guida tu che sono stanco, più su
In mezzo ai razzi e a un batticuore, più su
Son sicuro che c’è il sole
Ma che sole è un cappello di ghiaccio
Questo sole è una catena di ferro
Senza amore, amore, amore, amore.
 

In questa strofa, che anticipa di poco il finale, ci troviamo di fronte ad un flashback: probabilmente questa coppia non si era mai incontrata prima e ciò comporta la novità di ogni cosa, sia che si tratti dei primi sguardi, delle prime strette di mano o dei primi batticuori. Nel ritorno al presente, il ricordo di quanto si sta vivendo è forte, quasi incancellabile; ma solo attraverso il loro amore, autentico, i due giovani innamorati cercano di smembrare questo pensiero, per potersi spingere al di là del tempo e degli eventi contingenti. Proprio Futura, tanto agognata e tanto sognata, un giorno sarà libera, perché tutte le separazioni cadranno, e la magia dell’Amore produrrà ancora splendidi frutti:

Ma adesso non voltarti
Voglio ancora guardarti
Non girare la testa
Dove sono le tue mani
Aspettiamo che ritorni la luce
Di sentire una voce
Aspettiamo senza avere paura, domani. 

Potremmo definire Futura un inno alla vita: è l’espressione di una giovane coppia che cerca certezze, sogni e speranze da colmare in un mondo difficile che facilmente strappa ogni centimetro di sicurezza. Un interrogativo lascia la canzone: come si farà a non avere paura del domani e, soprattutto, come la si immaginerà Futura? Ai posteri, è affidata anche questa ardua sentenza musicale!

Alla prossima, qui su Legenda d’Autore! #StateLettori!

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