Ivano Fossati: Carte da decifrare – Legenda d’Autore

di Francesca Maria Miraglia

Cari lettori e lettrici, iniziare con una nuova rubrica è sempre difficile, soprattutto se il fulcro centrale è la musica. Universale, meravigliosa, riflessiva, triste. Quanti aggettivi e in quanti modi potremmo definirla; tutti, sarebbero davvero troppi e invadenti.

A volte, alcuni testi che si ascoltano ci entrano dentro, vanno in profondità, e non ne escono più: attraverso una forza espressiva e poetica non indifferente, riescono quasi a ‘prendere vita’, scardinando le porte della mente e del cuore, sconquassando l’animo ogni qual volta che si ripropongono, volutamente o per caso, con il loro significato insito e irripetibile.

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La copertina dell’album da cui è tratto il testo

Questo è il mio intento: riuscire a catturare la vostra attenzione e farvi esplorare un mondo pieno di parole, accordi, silenzi e riflessioni. Con Legenda d’Autore inizia dunque un viaggio che cercheremo di percorrere insieme, con le difficoltà e le attenzioni dovute e, con i vostri suggerimenti e i vostri consigli, si spera si possa riuscire a costruire uno spazio comune, che dia soddisfazione non solo al cervello e al cuore, ma anche seguito ai sentimenti e all’irrazionalità.

Apriamo la rubrica con Ivano Fossati, classe 1951, cantautore che da molto tempo ha deciso di ritirarsi dalle scene. Dall’album Dal vivo. Volume 2, datato 1993, ho scelto il brano Carte da decifrare.

L’amore è tutto carte da decifrare.

Già dalla primissima frase del testo, si può cogliere l’argomento della canzone: le carte da decifrare, criptare, nascondono nel profondo messaggi astrusi, come l’amore: le medesime sono infinite; si mescolano e si rimescolano, e tra loro la ricerca diviene sempre più ardua e appassionante. Un arco temporale è stato fissato in questa ricerca:

Lunghe notti e giorni per imparare.

Queste carte non sono facili da interpretare: notti e giorni impiegati a osservare e cercare il messaggio nascosto che l’interlocutore vuole estrapolare; lentamente, desidera dare forma al sentimento per viverlo. L’interlocutore immagina poi di essere un viaggiatore e così afferma:

Se fossi un vero viaggiatore ti avrei già incontrata
e ad ogni nuovo incrocio mille volte salutata.

L’immaginazione è molto forte: un viaggiatore che parte alla ricerca della sua amata, senza tener conto di insidie, pericoli e cadute. Forte è anche il pretesto per rincrociare nel suo cammino questa donna, dall’identità misteriosa e ormai penetrata nell’animo.

Continua poi dando vita ad altre immagini molto forti, che danno l’idea di voler seguire, e cercare senza sosta questa donna:

Se fossi un guardiano, ti guarderei.
Se fossi un cacciatore non ti caccerei.
Se fossi un sacerdote come un’orazione,
con la lingua tra i denti ti pronuncerei.

In questa strofa si riscontra un uso sapiente dell’anafora, una figura retorica che consiste nel riprendere, ripetendola, una parola o un’espressione all’inizio di frasi o di versi successivi, per sottolineare un’immagine o un concetto: l’interlocutore palesa tutta l’intenzione di proteggere questa donna, impossessarsene e condurla nel suo cuore, che ha bisogno di essere riscaldato da una fiammella che sta iniziando a rinvigorire sempre di più.

A sua volta però, scaturisce da questa volontà di possesso una paura molto forte: quella di ferire e di esser ferito, di amare e di non essere ricambiato. Questa strofa ha un forte impatto emotivo:

E invece come un ladro, come un assassino,
vengo di giorno ad accostare il tuo cammino,
per rubarti il passo, il passo e la figura
e amarli di notte quando il sonno dura e
e amarti per ore, ore e ore
e ucciderti all’alba di altro amore.

L’interlocutore muta il suo aspetto: si immedesima dunque in un ladro/assassino, che cerca di intralciare il cammino della sua donna, pur di ottenere la sua attenzione e di impossessarsi della sua identità, quasi per adorarla di continuo.

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Ivano Fossati in concerto (cortesia ilpost.it)

Cosa indicano il passo e la figura? Il primo è collegato alla vita di tutti i giorni: è il passo che intende un percorso da chiarire e perseguire; la figura, invece, è qualcosa da definire e da riempire, l’ombra che cerca di donare concretezza al corpo di questa creatura. Il tempo non basta per cercare di scoprire queste carte da decifrare: si compiono calcoli e salti mortali per comprendere il valore di questo sentimento, fino ad arrivare purtroppo alla consapevolezza di non essere giunti in tempo a capire davvero l’altro, di non essersi sforzati abbastanza. Infatti, sul finire è poi lo stesso interlocutore che, con animo sofferente, chiede il perdono alla creatura:

Perché l’amore è tutto carte da decifrare
e lunghe notti e giorni da calcolare.
Se l’amore è tutto segni da indovinare,
perdona, se non ho avuto il tempo di imparare.
Se io non ho avuto il tempo, di imparare.

Un testo forte che aggiunge mistero al complesso sentimento dell’amore, e lo fa con musica, accordi e cuore. Tutto è da svelare e niente da dover nascondere: il valore della scoperta, del vivere e del tempo, sono vivi in Fossati. A chi ascolta, sta scoprire come interpretarli.…

Alla prossima e, come sempre, STATE LETTORI!

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