A qualcuno piace caldo – Legenda Cinematografica

di Giuseppe Cangiano

07127481310b7edfd76525f3b212d91dCari amici di Legenda Cinematografica, rieccoci come sempre alla nostra rubrica settimanale sul mondo del Cinema! Oggi analizziamo nel dettaglio una pellicola che da sola ha fatto storia e che è entrata a pieno titolo nell’immaginario collettivo culturale ed espressivo, oltre che squisitamente cinematografico. La regia di tale prodotto è legata a Billy Wilder, senza dubbio una roccaforte di questa arte, ricordato, oltre che per i famosissimi titoli, per la sua solidità e un inconfondibile modus operandi, che ne fanno un protagonista poliedrico, capace di mettere in scena film vari, figli di diversi umori e di molteplici facce. L’acme per Wilder, con tante probabilità, è raggiunto in modo praticamente definitivo con A qualcuno piace caldo; il titolo di questa pellicola, solo a nominarlo, serve a ricordarlo ulteriormente nella storia. A capeggiare la commedia di Billy Wilder una icona incontrastata del panorama del Cinema: ci si riferisce alla devastante Marilyn Monroe, immagine mai tramontata, fra stile e debordanze di una estetica che, seppur in cerca di confronti, non trova nemici e sfidanti all’altezzaA qualcuno piace caldo calca i massimi scenari del genere, quello della commedia pura, intelaiata in vicende assai comiche. Per sua natura, la commedia non può mai ferire (in senso positivo, sublime) il cuore di uno spettatore come invece potrebbe accadere per pellicole ascrivibili al genere drammatico. Dunque, va detto che la miglior commedia del mondo faticherebbe non poco a entrare nell’olimpo cinematografico, nel quale generalmente trovano sede capolavori dai marcati contenuti melodrammatici, elevati e patetici. Questa osservazione oggettiva e preminente, non toglie tuttavia i meriti ad un Wilder molto ispirato, che si esprime attraverso un lavoro compatto e ben confezionato, abile nel catturare sin dalla primissima battuta il proprio pubblico.

Nonostante una durata non brevissima, A qualcuno piace caldo non mostra parti morte o inutili nel fluire della trama; anzi, il ritmo incalzante è anche sinonimo di continuo intrattenimento e di altrettante risate. Lo scopo assunto dalla regia, arrivati ai titoli di coda, risulta dunque essere raggiunto in pieno: il pubblico spettatore è molto soddisfatto di ciò che ha visto, e la patina positiva che la pellicola alimenta prima e lascia poi, fa compagnia per molto tempo, fino a spingere a rivederlo volentieri. In questo progetto americano funziona praticamente tutto, senza alcuna riserva: l’intreccio è ben delineato e la comicità che pervade la pellicola porta finanche a riflessioni serie (che per la struttura dell’opera sono destinate a restare volutamente e simbolicamente sullo sfondo), su problematiche sociali importanti: una fra tutte è quella relativa alla presenza della malavita nel tessuto sociale americano e non solo.

a_qualcuno_piace_caldo_splashCertificata la forza propulsiva e spadroneggiante di una sceneggiatura grondante di grandezza e baldoria, viene fuori ciò che rimane nel ‘per sempre’. Resta poi, per tutti i tempi, la straordinaria prova attoriale di Marilyn Monroe; quasi prodigioso, a tratti epifanico, è infatti il suo ingresso in scena nella stazione dei treni. Il cast, formato anche da altri nomi importanti, e la lineare macchina da presa del regista, vanno a ingigantire in modo terminale le munifiche certezze di un film che ancora oggi risulta essere fonte di inesauribile spasso, fra classe e idee brillanti.

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