Vi presento Joe Black – Legenda Cinematografica

di Giuseppe Cangiano

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La locandina originale del film

Cari amici di Legenda Letteraria, la pellicola di cui vogliamo parlarvi quest’oggi è certamente molto interessante, non solo per il cast stellare e di altissimo profilo che la rende davvero eccezionale, ma finanche per il suo intreccio e la sua sceneggiatura degni di nota: stiamo infatti parlando de Vi presento Joe Black, datato 1998, che reca la firma di Martin Brest, regia già famosa per una grandissima produzione del 1992 con Al Pacino, Profumo di donna. Anche in virtù di questa considerazione, le premesse per assistere a un film importante ci sono tutte, ben prima dell’inizio della visione.

La trama del lungometraggio è ricamata magistralmente su due divinità del Cinema, ossia Brad Pitt e Anthony Hopkins: questi i tasselli fondamentali per lo spaccato offerto da Brest, che si avvale di una prova attoriale di entrambi di caratura pressoché perfetta. Il veterano Hopkins tocca momenti sensazionali e lo segue dunque a ruota il concreto Pitt, che in tutta la sua più totale plasticità risulta essere tranquillamente all’altezza della situazione. Oltre qualsiasi lavoro tecnico in cui Brest è quasi impeccabile, Vi presento Joe Black di certo non si ferma al solo e importante esercizio di stile. Il film ha molto da offrire. La storia almanaccata dal regista non può non attrarre: la tematica portante del film ruota attorno alla Morte che da sempre, in ambito artistico, inquieta e affascina.

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Una scena del film (cortesia Wikipedia.it)

I temi quindi sono particolari e la curiosità vive il suo massimo momento. Potrebbe, a nostro avviso, essere operazione difficile e crudele trovare meccanismi sbagliati in questo massiccio lavoro americano. A voler proprio essere cattivi, ma non in modo eccessivo, ‘rimproveriamo’ al regista la durata abnorme del prodotto, che in alcuni momenti forse ha il sapore di ripetitività. Altro aspetto da collocare su un ideale banco degli imputati imbastito da questa nostra critica riguarda il finale, fin troppo simbolico, che potrebbe certamente non essere apprezzato dall’unanimità degli spettatori. Per tutto il resto, questo Vi presento Joe Black, nella sua corteccia estetizzante e nella sua debordante arte visiva non può che meritare il nostro plauso, accanto a una buona dose di apprezzamenti, che ne giustificano ampiamente la visione.

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