I pesci non chiudono gli occhi…

di Francesca Maria Miraglia

Nel suo I pesci non chiudono gli occhi, romanzo del 2010 pubblicato presso Feltrinelli, Erri De Luca propone una ricetta letteraria semplice ma efficace: quella di un viaggio interiore, brillantemente costruito con l’ausilio di numerosi flashback, in quella Ischia così tanto desiderata degli anni Sessanta del Novecento. Questi gli ingredienti principali che rendono il romanzo appassionante, ricco di riflessioni sulla vita e sulla speranza di poter (ri)vivere una nuova esperienza sentimentale e amorosa, tale da arricchire il protagonista nella sua sfera più prettamente umana. Il sentimento fa dunque da filo conduttore del romanzo: attraverso la sua evoluzione, l’autore si produce nella descrizione di tutti quei meccanismi, tanto affascinanti quanto surreali, che l’amore produce nell’animo di chi lo prova.

Chi non ha mai fatto i conti nella vita con questa variabile? Chi non si è mai innamorato attraverso uno sguardo, un gesto o una semplice parola? Lo scrittore, nel delineare il vissuto quotidiano del protagonista, guardando spesso al suo passato, coinvolge il lettore in un percorso sentimentale basato specialmente su richiami sensoriali e tattili molto forti: il ricordo del mare ischitano, delle sue colorazioni, dei profumi intensi emanati da una simile straordinaria località, e molto altro, consentono al lettore di chiudere gli occhi e di iniziare a essere trasportati dolcemente in questa avventura.

L’attenzione del lettore, gradualmente, è poi dirottata verso una fase particolare della vita: l’adolescenza. In questo affrontare tutto per la prima volta, il protagonista del romanzo cerca instancabilmente di studiare il comportamento degli animali, quasi a voler rimarcare la sua estraneità e lontananza nei confronti delle sue abitudini di essere umano. Ciò lo si comprende maggiormente dando uno sguardo ad un primo stralcio di dialogo imbastito con una fanciulla, conosciuta per caso al mare:

«Non so niente di grandi, non mi importano, io scrivo di storie di animali. Studio il comportamento. Con il corpo si scambiano discorsi lunghi che a noi durano un’ora e neanche ci capiamo. Cerco di fare come loro, di non sprecare tempo».

La fanciulla incontrata dal protagonista rappresenta la chiave di volta del romanzo: questo rapporto di complicità molto forte, instauratosi tra i due giovani, non è visto di buon occhio da una banda di ragazzotti ischitani che, attraverso mille dispetti e marachelle, cerca di mettere in cattiva luce il protagonista agli occhi della ragazza.

Accanto a questa avventura sentimentale molto forte, in cui prevalgono sogni a occhi aperti e momenti idealizzati, il protagonista è bloccato da una serie di responsabilità inusuali per la sua età: la principale, scaturisce dalla partenza di suo padre, emigrato in America in cerca di fortuna e di un alloggio tali da garantire un futuro più roseo alla propria famiglia. Infatti, questa decisione scaraventa il giovane in una realtà difficile, da uomo di casa, che deve occuparsi di sua madre e di sua sorella, tanto piccola quanto pasticciona, secondo la sua visione catastrofica ma tuttavia simpatica degli eventi. Il valore della scelta, della parola che non può essere ritratta e del sentirsi insicuri di fronte a questo fardello tanto grande quanto insidioso, conduce il protagonista a cercare risposte per domande alquanto profonde e complicate sulla vita, infatti, per affrontare le sue responsabilità sono vari i momenti di auto-isolamento, che il ragazzo si concede, in cui poter scacciare pensieri negativi.

La fanciulla dal canto suo, nel cercare di comprendere le vicissitudini che il suo amico vive perennemente, attua, in numerose circostanze, mille espedienti per distrarlo e sgravarlo dai suoi tanti problemi: nuotate, chiacchierate, sguardi, forti intese, da innocue e amicali, producono poi nel lettore la netta sensazione che questa amicizia lentamente stia diventando qualcosa di più forte. Un segnale, tanto tenero e surreale, lo si può cogliere in questo passaggio:

«Ehi, vacci piano con te, mi hai spaventata. Si calò sott’acqua. Mi immersi anch’io per tirarla su e lei mi prese la mano. Uscimmo a respirare, lei teneva ancora la mia mano. Mantenere, il mio verbo preferito, era successo. Come fa a saperlo? Pensai e mi risposi: lo sa e basta. Non avevo toccato niente di così liscio fino allora. Ora so neanche fino a oggi. Glielo dissi, che il suo palmo di mano era meglio del cavo di conchiglia, mentre risalivamo a riva, staccati.»

Un sentimento così forte non ha bisogno di essere commentato: il tocco di una mano diventa magia per il protagonista, che lentamente comprende i diversi gradi di cambiamento e trasformazione affrontati dall’essere umano, non solo concreti e fisici, ma anche spirituali e ideali. Una metamorfosi profonda, dunque, che lo porta ad approfondire questa affettuosa amicizia, fino a giungere al compimento del processo di crescita, alla maturazione degli eventi e degli stati d’animo, che conducono a quel bacio inaspettato, strappato alla ragazza in preda ad uno scontro tra due membri della banda dei ragazzotti ischitani, vanamente giunti a duello per contendersi la mano della fanciulla.

Sentimenti, lealtà, promesse e lieto fine restano però sospesi: I pesci non chiudono gli occhi, infatti, lascia in conclusione una forte traccia di amaro in bocca dato che, come tutti i lieto fine che si raggiungono, si vorrebbe poi andare oltre, anche quando non è consentito, per poter non solo scoprire i nuovi tratti di questa storia ma finanche per rendersi conto di come siano cresciuti i protagonisti, insieme.

Insieme è una parola che oggi incute paura. De Luca coscientemente lascia questo insegnamento: non bisogna mai avere terrore di vivere un qualcosa di tanto grande e misterioso come l’amore. Bisogna invece saper fare affidamento sul proprio animo, forte o debole che sia, e sul proprio istinto, capaci di guidare la persona in un viaggio straordinario, seppur tra mille difficoltà e mille dubbi: solo così potrà maturare la consapevolezza che tutti gli ostacoli saranno evitati poi in tempi e con modalità più convenienti. Buona lettura!

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