In morte della lingua italiana (parodiando Ugo Foscolo)

di Marta Compagnone

Un dì, s’io non andrò sempre fuggendo
di schola in schola, mi vedrai seduta
su la tua pietra, italiano mio, gemendo
il fior senile dei tuoi anni caduto.
 
Li sol docenti, lor dì tardo traendo
parlan di te, del tuo cenere muto
ma io deluse a lor parole tendo;
e se dall’Urbe i miei tetti saluto
 
sento gli avversi Enotri e le volgari
parol che al viver tuo furon tempesta
sì che preferisti lo porto quiete.

Quella di tanta speme sol ti resta!
Italiche genti l’onor rendete
alle parole della lingua mesta.

foto da Itagliano.com

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