La morte accarezza a mezzanotte – Legenda Cinematografica

di Giuseppe Cangiano

Nel vastissimo gruppo dei film italiani appartenenti al genere del thriller e di quello che sarebbe poi stato ribattezzato come ‘giallo all’italiana’, si alternano diverse firme, alcune tra le quali in netto chiaroscuro, in termini di successo e di critica, rispetto alle altre: Luciano Ercoli è decisamente fra questi. Una delle peculiarità di questi (e dei suoi) prodotti la si ritrova nei titoli, che fungono da eccellente anticamera contenutistica circa le produzioni di questo tempo: nel nostro caso La morte accarezza a mezzanotte (1972) è già tutto un programma. Il film, volendolo sezionare criticamente e analiticamente, appartiene ad una tradizione tipica; ciò lo si evince fin da subito dalle location, dalla musica adoperata e dalla tipizzazione sui generis di specifici personaggi, a volte persino smaccatamente comici, come nel caso di un commissario della polizia con uno spiccato accento meridionale. La morte accarezza a mezzanotte muove da un plot allettante anche se abbastanza forzato, tanto che gli sviluppi dello stesso lasciano ben presto porte aperte a qualche fisiologica e legittima critica in negativo. Nel seguire la trama, ben presto la logica, o perlomeno la realtà della stessa, inizia a barcollare in circuiti strani.

Stranezza che attornia ovviamente anche una sceneggiatura ripiena di personaggi discutibili, che si inseriscono in scena con una fatalità comica, drasticamente ed eccessivamente chirurgica. Nonostante alcune debolezze insite nella trama, La morte accarezza a mezzanotte, comunque, produce buoni spunti nel ritmo incalzante, sinonimo di intrattenimento. Fra le altre note positive, come fatto carpire sopra, si registrano le ambientazioni e le atmosfere molto caratteristiche. Gli ultimi fuochi d’artificio Luciano Ercoli li conserva per il finale, approntando una sorta di richiamo intertestuale a quel Arancia Meccanica, dove la violenza e l’action dominano oggettivamente in maniera aggressiva e onnipresente. Il tentativo di una spiegazione finale per la storia architettata dal regista e prassi abbastanza cara a film del genere, aumentano la già prorompente confusione e il tutto sembra essere ancora più contorto, a riprova di quanto le cose essenziali di determinati film siano più che mai legate al loro percorso piuttosto che alla loro effettiva destinazione.

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