UN VORTICE INELUTTABILE

di Concetta Maria Pagliuca

jo nesbo sangue e neve copertina Non saprei definirlo altrimenti. Ho iniziato a leggere qualche riga e non sono più riuscita a smettere. Quella neve che fa da sfondo e sottofondo all’intero romanzo mi ha attirata nella sua trappola. Capitoli che si concludono con l’acme dell’azione, clima diffuso di sospetto, repentini colpi di scena: c’è tutto il necessario per il noir. Ma c’è molto, molto di più.

I particolari non assolvono solo la funzione di demarcatori del genere, non sono esclusivamente indizi da collegare per ricostruire un quadro unitario, ma si fanno veicolo di significato. Il tradimento ha un odore ben preciso, il contatto è disvelatore di senso, indubbiamente la pizza migliore è prodotta dall’altra parte della città. Ma la vista si inganna.

(Non posso aggiungere altro, preferisco apparire sibillina piuttosto che privarvi del piacere legato alle piccole inevitabili scoperte della lettura.)

Il mondo è filtrato completamente dai sensi del protagonista che è anche voce narrante, il lettore si annulla nel flusso ininterrotto dei pensieri, delle percezioni, delle azioni di Olav. Non c’è abbastanza tempo per soppesare l’accaduto e decidere il da farsi, la via d’uscita è sempre unica.

Nulla è lasciato al caso, anche un personaggio o un oggetto secondario viene recuperato al momento opportuno; l’autore è davvero attentissimo a creare corrispondenze e richiami al passato immediato e a quello più lontano. Immagini sedimentate nella memoria sono soggette a nuova interpretazione, in alcuni punti assistiamo addirittura ad un ritorno del rimosso.

jo nesbo autoreE le vicende del narratore sembrano rispecchiarsi perfettamente con l’ambiente circostante; gli eventi come la neve si accumulano, si sovrappongono, si comprimono e poi sono sepolti ma non scompaiono, vengono però inquinati dagli accidenti come dal sangue, per poi fondersi dialetticamente in un manto regale: la neve conserva il colore rosso del sangue ma quest’ultimo viene assorbito quasi come nutrimento. Insomma, la monotonia della vita quotidiana fa risaltare gli imprevisti e nell’inglobarli dà vita a realtà inaspettate. E al libro.

Un libro che non esisterebbe senza altri libri. Olav è un lettore come noi, ma un lettore particolare perché più di altri partecipa all’atto creativo, contribuisce in modo personale a dare forma a ciò che sta leggendo. Più difficile è il suo rapporto con la scrittura, che trova una, seppur lenta, risoluzione grazie a un sentimento incorruttibile e disinteressato: l’amore. Nesbø affronta questo tema, insieme a quello della malattia non scadendo nella banalità, con una levità e sensibilità a tratti commoventi.

Sono riuscita in una lettura scorrevole che non ha intaccato minimamente la fruizione dell’opera in tutti i suoi dettagli, perfettamente studiati per dare coerenza alla totalità.

Predisponetevi, dunque, con mente distesa, a guardare un piacevole film di coscienza, a sodalizzare con una mente coinvolgente e affascinante nella sua ingenuità e intrinseca bontà.

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