Imago Didonis

di Marta Compagnone

Tu non esisti.
E subito il pensiero ti cerca
e ripropone gli occhi,
chiari come il mare
che ti ha portato via.

 

Le parole, avvolgenti e accorate
e le loro promesse bugiarde.

I ricordi, i maledetti ricordi
che ogni volta prendono una parte di me.

E io anelo ancora
al vento di cambiamento
che solo per un attimo mi ha accarezzata.

Tu non esisti, mi dico.
Estate del mio autunno interiore,
nota di colore di un grigio inverno,
primavera musicale di giorni sempre uguali.

Tu non esisti, mi dico.
Ma so di mentire…
Serenità figlia di un doloroso inganno:
lasciar morire l’idea di te
per riprendermi l’intera me.

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