E Jhonny prese il fucile

di Giuseppe Cangiano

Ben tornati a Legenda Cinematografica. Qualche tempo fa abbiamo parlato di un film potente, una visione ardua e tortuosa: L’ultimo treno della notte. Oggi parliamo di un film della stessa caratura, si tratta di E Jhonny prese il fucile di Dalton Trumbo del 1971.

Il film è l’emblema della critica al mondo bellico.

Jhonny è un reduce di guerra paralizzato e quindi costretto a vivere a letto. Si esprime attraverso il codice Morse. Il calvario di Jhonny è pressoché infinito: subisce una serie di amputazioni e diventa un prodotto terrificante dell’insensata guerra.

Il film è costellato da una serie di flashbacks che rendono ancora più macabro l’apparato cinematografico. Abbiamo come tema trattato quello della critica pura, sentita e veemente al sistema militare. Critica che tocca temi, ovviamente, forti come l’eutanasia.

Possiamo definire E Jhonny prese il fucile un vero teorema meditativo.

Nei flashback abbiamo diversi personaggi che hanno un certo peso nel sistema dell’opera. Uno di questi è Gesù, che rende maggiormente beffardo lo spaccato raccontato perché nemmeno lui riesce a dare a Jhonny la speranza necessaria a superare la propria condizione di mutilato psicologico oltre che fisico.

Oltre a Gesù abbiamo anche il padre di Jhonny che viene utilizzato per mettere in evidenza il falso mito dell’imperialismo e altre corbellerie messe in discussione dalla regia di Trumbo, e considerate condizioni devastanti per l’uomo, incarnato qui dal nostro Jhonny.

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