Che ora è? – Legenda Cinematografica

di Giuseppe Cangiano

Salve, bentornati al nostro appuntamento settimanale con la rubrica di Legenda Cinematografica. Ho scelto una regia italiana, quella di Ettore Scola: autore nel 1989 di Che ora è?, un film che vede nel suo corpo attoriale due grandi attori del nostro cinema, ossia Marcello Mastroianni e Massimo Troisi.

Prima di entrare a 360° nell’analisi di Che ora è?, è giusto fare una premessa su Ettore Scola un regista abbastanza famoso. Parliamo, dunque, di una buonissima regia che ha prodotto film come Una giornata particolare, e che ha collaborato con Monicelli e Dino Risi per altre produzioni, e altri film come I nuovi mostri.

Che ora è? è un film che ripercorre un po’ quella tradizione cui già abbiamo accennato, quella tradizione francese che verte più sull’essenzialismo e sulla psicologia di determinati personaggi e non su quella grande dinamica narrativa. Insomma, più che una proiezione narrativa Che ora è?  è in effetti una sorta di illustrazione della vita di alcune persone, o meglio di due persone: Marcello Mastroianni e Massimo Troisi. Quest’ultimo nella parte di Michele un giovane ragazzo laureato in Lettere, che nel film, in quella fascia temporale della storia, fa il servizio militare e che non sa in effetti cosa fa nella vita. Invece Marcello Mastroianni, il padre di Michele, è un facoltoso avvocato, quindi, ha una carriera e ha avuto un passato lavorativo, ed un presento, ecco perché si preoccupa, o meglio si preoccupa tanto per suo figlio che vive la vita in modo quasi filosofico. Quindi è conseguenziale la nascita di un confronto, sinonimo un po’ di scontro culturale, ideale, insomma da una parte una società analitica e dall’altra una società che vive di speranze positive e quindi nel nome dell’arte.

Insomma l’ideale del film come detto non è raccontare chissà che, bensì il principio del film è andare a illustrare uno spaccato vario e quindi artistico a suo modo e non mancano dunque richiami simbolici al contesto.

Nell’ultima scena, l’ultimo piano sequenza in treno (piano sequenza: c’è una sola scena e si annulla il concetto di montaggio) praticamente l’azione si ferma sul duo, ossia Marcello Mastroianni da una parte e Massimo Troisi dall’altra in un silenzio che è una sorta di spettacolo urlante la dice lunga sul cinema come settima arte.

Consigliamo questo film ad un pubblico che apprezza innanzitutto il cinema italiano e apprezza quel cinema pacato, sofisticato ed elegante. Buona visione.

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