Una naturale semplicità

di

c747cc8b56680e90230c05ca62595ee1_w600_h_mw_mh_cs_cx_cyLeggendo il libro di Carlo Rovelli, Sette brevi lezioni di fisica, edito da Adelphi e tra i primi posti nelle classifiche italiane di vendita, si ha da subito un’impressione preponderante su tutte le possibili altre: il suo essere testo è avvolto da un anelito di vibrante e naturale semplicità.

In effetti, nello scorrere le non numerosissime pagine di questo prezioso volumetto, non si può fare altro (oltre a leggerlo tutto d’un fiato), che soffermarsi a riflettere di continuo sulle tematiche proposte, snocciolate con una disarmante e coinvolgente facilità, quasi come si trattasse di una chiacchierata informale con il lettore, interlocutore sì attento ma non per forza di cose esperto della materia. Dunque, oltre alla semplicità pratica, spicca il fine prettamente didascalico, pregnante, che concede l’elevata possibilità a chi legge di comprendere, capire e approfondire, qualora lo volesse.

L’obiettivo? Spiegare la Fisica, quella tosta, fatta di migliaia di pagine, centinaia di equazioni e un numero ennesimo di mal di testa al quadrato. Una materia ostica questa, che affascina e terrorizza, nello stesso momento sublimemente incomprensibile e straordinariamente logica, e che diviene nel libro di Rovelli primigenio punto di partenza per un discorso filosofico ed esistenziale più ampio e universale, proprio come quei concetti che l’autore cerca di sintetizzare. L’alto livello di semplificazione, delle tematiche proposte, rende questo libro straordinariamente indicato per tutti i non addetti ai lavori e per coloro che non possiedono (o che hanno affinato solo in parte) questa tipologia di nozioni nel proprio background culturale.

Ognuna di queste sette lezioni, scritte estemporaneamente l’una dall’altra e solo successivamente raccolte in un corpo organico e omogeneo per la pubblicazione, offre a chi vi si approccia un supporto ideale essenziale per la comprensione di momenti cardini della storia dell’evoluzione scientifica, e quindi culturale, dell’essere umano. In questo corso base-accelerato di Fisica, se lo vogliamo intendere così, l’autore si preoccupa di sottolineare ogni volta la straordinaria caratura delle teorie proposte; ciò è fatto non per portare acqua al proprio mulino di uomo di Scienza, bensì per ricordare al lettore quanto l’ingegno umano, seppur a tratti visionario e instabile, possa dare vita a nozioni di portata sovrumana, al di là di ogni più fervida immaginazione.

Carlo ROVELLICampione e rappresentante principe di quanto affermato è per l’autore Albert Einstein, creatore della teoria della Relatività Generale e padre della Fisica del XX secolo. Attraverso la sua costante presenza nella struttura dell’opera, fissando come punto di partenza  proprio la Relatività Generale, Rovelli prende per mano il suo interlocutore ideale, conducendolo poi attraverso i misteri degli atomi e della Meccanica Quantistica, per giungere così alle problematiche connaturate ai concetti di energia e calore, tenuti insieme dai principi della Termodinamica. Dunque, una trattazione sistematica e precisa, passo dopo passo, che non lascia nulla al caso e che tiene, indissolubilmente, conto della naturale inclinazione alla curiosità presente in ogni essere umano: difatti, è prerogativa dell’autore presentare non solo schemi e disegni, per facilitare oltremodo il processo di comprensione e assimilazione dei concetti, ma finanche riprodurre graficamente alcune equazioni e determinati simboli, senza spiegarne la natura o la derivazione matematica, ma solo per mostrarne la relativa semplicità, costringendo in questo modo il lettore prima a prendere effettiva visione di quanto proposto e poi, anche e soprattutto, a interessarsi e a provvedere autonomamente alle ricerche per il soddisfacimento dei propri dubbi.

Allo stesso modo, Rovelli non teme affatto ripercussioni nel citare Dante Alighieri, William Shakespeare, James Joyce, Martin Heidegger o perfino Tito Lucrezio Caro, autore indiscusso della Latinità e magistrale interprete epicureo della natura delle cose. Come lui, anche Rovelli, a centinaia di anni di distanza, assume su di sé l’arduo e coraggioso compito di comunicare in semplicità, trasmettendo ai più ciò che generalmente risulta essere incomprensibile per natura: in primis, le leggi che la regolano quella natura, di cui, allo stesso tempo, l’essere umano ne è sia interprete sia protagonista.

Sette-brevi-lezioni-di-fisica-675x378Il compito dello scienziato, che è prima di tutto un uomo, sta nel creare quelle categorie utili a descriverla e interpretarla, senza paura di errare o di apparire in controtendenza. E per fare ciò, compito di chi decide di essere tramite tra il proprio cervello e quello altrui, è soprattutto quello di stimolare in ogni individuo pensante la conoscenza che, tra le altre cose, genera anche la fantasia: solo in questo modo si può, nella più che condivisibile visione dell’autore, innescare quel grande meccanismo narrativo che vede implicata ogni cosa, e che porta a ridiscutere costantemente quanto fatto, immaginato o stabilito per convenzione.

Alla base di questa opera, che non dovrebbe mai mancare tra gli scaffali di un’ipotetica libreria che aspiri all’universalità dei saperi, vi è dunque l’amore per la fantasia e per quella capacità di stupirsi, qualità innate in tutti gli esseri umani, ed essenziali a loro volta per poter entrare in profondità nei misteri della vita e del cosmo in cui abitiamo. Sette brevi lezioni di fisica si presenta dunque come un vademecum essenziale, non solo per capire (davvero) qualcosa del mondo della Fisica, ma finanche per rileggere in chiave più leggera e funzionale il nostro rapporto con la realtà che ci circonda. Facendo, della semplicità, l’ideale compagna di viaggio del dubbio. Perché, come Rovelli ripete in continuazione lungo il fluire delle sue pagine, ogni cosa inizia e termina con il dubbio, il solo e autentico preludio alla vera sapienza.

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