– 3 – Sfrondato – Gli EXEMPLA di Legenda

di Martino Santillo

Cari lettori e care lettrici, bentornati a Gli EXEMPLA di Legenda, il termine di cui parliamo oggi è sfrondato, un participio passato utilizzato in funzione di aggettivo, che come il vocabolario della Treccani riporta deriva dal verbo transitivo Sfrondare.

Un verbo che ha due accezioni: una più materiale, concreta, e una più astratta. Nel senso concreto il verbo è sinonimo di tagliare, cioè levare le fronde, sfrondare per l’appunto: privare una pianta delle sue foglie. Infatti, il vocabolario riporta il seguente esempio: sfrondare una pianta, un ramo, sfrondare le viti. Nel senso più astratto invece il termine indica togliere o privare qualcosa di ciò che è superfluo, e infatti il vocabolario riporta: questa relazione è troppo lunga va un po’ sfrondata, cioè eliminare da una relazione, o da un discorso ciò che non è prettamente essenziale.

Per quanto riguarda l’etimologia, cioè l’origine del termine, ci rifacciamo come sempre al Vocabolario Etimologico consultabile al portale Etimo.it. Secondo il vocabolario il termine deriverebbe dalla riduzione della particella latina DIS alla sola S (la particella da un senso contrario al termine che segue), e dal termine successivo in questa composizione, che deriva da FRONDEM, dall’antico FRUNDEM, accusativo singolare da FRONS, FRONDIS, che sta per foglia d’albero, di virgulto, o di pianta.

Questo termine è presente numerose volte all’interno della nostra tradizione letteraria, ma noi abbiamo deciso di scegliere il celeberrimo Carme de Sepolcri, di Ugo Foscolo, composto nel 1806 e pubblicato nel 1807. In questo componimento Foscolo riporta quella che era sta una discussione con Ippolito Pindemonte, autore a sua volta di un componimento intitolato I Cimiteri.

In questa discussione Foscolo ribatteva a Pindemonte una funzione non solo sentimentale ed emotiva dei sepolcri ma anche e soprattutto etica, culturale e storica. Infatti, l’editto napoleonico di Saint Cloud, applicato anche all’Italia, aveva stabilito che i sepolcri fossero spostati dal perimetro cittadino e fossero assenti soprattutto dalle chiese, e inoltre che fossero anonimi. Secondo il Foscolo questo editto, eliminando i sepolcri, eliminava quegli strumenti necessari affinché ci fosse una tradizione, una trasmissione dei valori intergenerazionale consacrando alla memoria di una nazione, di una cultura, quelle figure esemplari che incarnavano determinati valori etici e culturali. Nel passo che noi abbiamo scelto, il termine è riferito alla figura esemplare di Machiavelli, e soprattutto alla sua opera il de Pincipatibus, Il principe. Secondo Foscolo, infatti, Machiavelli con quest’opera non solo insegna ai grandi l’arte di governare ma soprattutto svela ai popoli le iniquità e le violenze che si celano dietro l’esercizio del potere.

[…]
A egregie cose il forte animo accendono
l’urne de’ forti, o Pindemonte; e bella
e santa fanno al peregrin la terra
che le ricetta. Io quando il monumento
vidi ove posa il corpo di quel grande        155
che temprando lo scettro a’ regnatori
gli allòr ne sfronda, ed alle genti svela
di che lagrime grondi e di che sangue;
[…]

In questo caso all’endecasillabo 157 abbiamo «gli allòr ne sfronda». Secondo Foscolo Machiavelli taglia, priva, i grandi delle proprie glorie mostrando le violenze e i soprusi che i popoli subiscono da chi esercita il potere.

Detto questo, ci risentiamo alla prossima e state lettori!

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