Sulle spalle di Montalbano

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Chi, leggendo La piramide di fango, si fosse imbattuto per la prima volta nel personaggio di Montalbano, potrebbe pensare che il commissario non sia una figura molto perspicacie, o almeno non molto attenta.

sulle spalle di MontalbanoIn effetti il commissario è sempre all’oscuro di tutto. In qualsiasi evento o personaggio si imbatta deve sempre chiedere spiegazioni e farsi raccontare il perché e il per come, quasi fosse l’ultimo a sapere le cose.

Così è per le vicende che riguardano la costruzione della condotta idrica, per la storia pubblica delle varie società di costruzioni come l’Albachiara (vedere pag. 29), per il personaggio di Rosales (pag. 135), e ugualmente anche per altri, numerosi, elementi dell’indagine.

A noi adesso starebbe chiedersi perché Camilleri si ingegni affinché il suo personaggio sia all’oscuro di tutto.

La risposta merita un attimo di attenzione. Bisogna, infatti, parlare del punto di vista.

Punto di vista è il nome che si dà a quell’insieme di tecniche utilizzate per manipolare la conoscenza del lettore rispetto a quanto il narratore stia raccontando. In altre parole è la posizione che l’autore sceglie per il proprio lettore. In base al punto di vista chi legge ha una conoscenza determinata e precisa rispetto a quello che il racconto gli presenta, e al cambio dell’uno corrisponde il cambio dell’altra.

La metafora del punto di vista è chiara, basti pensare che se fotografiamo un oggetto in momenti diversi da posizioni differenti avremo diverse immagini di uno stesso soggetto, e di conseguenza alcuni dettagli saranno stati colti in uno scatto, e non negli altri.

3pvistaUgualmente un lettore può avere visioni differenti del narrato rispetto alla propria posizione.

La tecnica più usata nel giallo-poliziesco è la focalizzazione esterna, la quale produce un senso di suspense e mistero, e rende il racconto molto descrittivo. Indubbiamente, sono pochi i casi in cui la prosa di Camilleri diventa sentenziosa o interpretativa.

Dovremmo ritenere che Camilleri utilizzi una focalizzazione esterna. Eppure capita che il narratore ci dica cosa pensi Montalbano, come nel dialogo tra sé e sé in cui affronta la dura realtà del tempo che passa (anche per un personaggio letterario):

«Nenti.
Ma probabilmenti aviva sonato e po’ aviva finuto.
E allura?
E allura, carissimo Salvo, vuoi vidiri che veramenti stai addivintanno surdo?
Il bonumori scomparse di colpo e vinni sostituito da ’na botta di raggia verso se stisso.
“Io ci sento benissimo! Hai capito, strunzo?” dissi alla facci che vidiva riflessa nello specchio.»

In effetti la narrazione di Camilleri non si sposa esattamente con la definizione di focalizzazione esterna, poiché il lettore è fortemente legato alla figura di Montalbano, ne segue ogni spostamento e sa esattamente solo quello che sa lui.

Ecco dunque la risposta. Montalbano sembra un personaggio che non sa nulla degli eventi accaduti in precedenza, perché è il lettore a non sapere nulla della condotta idrica, dell’Albachiara, né di Rosales o di qualunque altra cosa. Il commissario è il filtro della narrazione, e per questo, così come qualsiasi cosa accada deve ricadere su di lui, così qualsiasi informazione il lettore apprende non può che apprenderla attraverso di lui.

Dunque dovremmo parlare di focalizzazione interna, ma non conosciamo sempre, o meglio quasi mai, cosa stia pensando Montalbano.

 

downloadIl punto di vista della narrazione in La piramide di fango è in realtà una focalizzazione variabile cioè un punto di vista che si sposta, e nella fattispecie passa dall’esterno all’interno del personaggio senza però mai addentrarsi troppo, né allontanarsi del tutto.

Dunque seguendo il commissario nel corso della sua indagine, ma non potendo ascoltarne i pensieri, è come se il lettore fosse posto sulle spalle di Montalbano.

In fine, quindi, se Montalbano ci sembra un personaggio sempre all’oscuro di tutto è perché l’autore tra i suoi strumenti ha scelto una tecnica precisa che mette il lettore a fianco del proprio protagonista, rendendoli quasi una cosa sola. Come il lettore viene catapultato nell’indagine così il commissario è catapultato nella sua avventura

«Il botto del trono fu accussì forti che Montalbano non sulo vinni arrisbigliato scantatizzo di colpo»

In più Camilleri, per evitare che il lettore possa perdere qualche particolare, abbassa le conoscenze del protagonista mettendoli sullo stesso piano rispetto alla narrazione.

 

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